Garante per l'infanzia e l'adolescenza

"A Piacenza serve un protocollo di intesa per i minori"

01.12.2015

“I due sistemi di protezione dei minori, quello dei servizi e quello giudiziario, vanno messi nella condizione di dialogare fra loro” e anche se “un protocollo da solo certo non basta” di sicuro “è un buon inizio”: per questo motivo l’auspicio di Luigi Fadiga, Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Emilia-Romagna, è che “anche a Piacenza si vada presto nella stessa direzione e che lo stesso facciano anche gli altri territori”.

La figura di garanzia dell’Assemblea legislativa lo ha ribadito anche lunedì nella sala del Consiglio provinciale durante il seminario “Intese interistituzionali tra giustizia e servizi psicosociali a protezione dei minori: gli strumenti dei tavoli e dei protocolli di collaborazione”, che ha concluso il percorso avviato a inizio anno dalla Provincia nell'ambito delle politiche sociali rivolte ai minori e alle famiglie.

Quella che ci troviamo ad affrontare oggi, ha sottolineato il Garante, “è una fase di grande incertezza che rischia di pregiudicare l’affermazione del preminente interesse del minore: sono alcuni anni che il sistema della protezione socio-sanitaria e quello della giustizia sono entrati in fibrillazione, e questo è avvenuto per effetto di una serie di modifiche normative tra il 2001 e il 2013, a volte contraddittorie e non sempre coordinate fra loro, che hanno spostato una parte delle competenze tradizionalmente in capo al tribunale minorile al tribunale ordinario, che è nato per altri scopi”.

Insomma, assicura Fadiga, “i due sistemi di protezione dei minori, quello dei servizi e quello giudiziario, vanno messi nella condizione di dialogare fra loro. Solo così sarà possibile passare dall’ignoranza alla conoscenza, dal disinteresse all’interesse, dalla diffidenza alla fiducia, dall’autonomia all’interdipendenza”.

A tale proposito il Garante ricorda che “già Rimini, nel 2014, e più di recente Reggio Emilia hanno sottoscritto degli importanti accordi tra servizi, tribunali, ordini degli avvocati e associazioni forensi. Il mio auspicio è che anche a Piacenza si vada presto nella stessa direzione e che lo stesso facciano anche gli altri territori. Diversamente- conclude- i nostri bambini e ragazzi si troverebbero nell’inaccettabile situazione di avere dei trattamenti diversificati a seconda delle aree di residenza. Nell’ambito del Tavolo di lavoro con le autorità giudiziarie e i responsabili dei servizi socio-sanitari della Regione continueremo a lavorare perché ciò non avvenga”.

(jf)

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