Carceri. Garante Marighelli in commissione: ancora troppi i detenuti, ma passi avanti sul fronte Covid

06.05.2021

Carceri. Garante Marighelli in commissione: ancora troppi i detenuti, ma passi avanti sul fronte Covid

Il 2020 è stato l’anno dell’emergenza, con il Covid il tema del sovraffollamento è diventato ancora più pregnante. Il problema del distanziamento così come quello delle protezioni individuali sono diventati centrali. Nel 2020 anche le attività rieducative sono state ridotte al minimo. In questa situazione l’articolo 27 della Costituzione in qualche modo è stato sospeso. Abbiamo raccolto le preoccupazioni delle persone in carcere, che lamentano una segregazione amplificata: per la pena che devono scontare ma anche per l’emergenza sanitaria.

In Commissione per la parità e per i diritti delle persone, presieduta da Federico Alessandro Amico, relazione sull’attività svolta dal Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Marcello Marighelli, nel 2020.

Il Garante ha poi spiegato che “superato questo momento si dovranno affrontare con decisione i problemi della detenzione negli undici istituti dell’Emilia-Romagna, dando prima di tutto attuazione al principio di territorialità nell’esecuzione della pena, per ridurre sensibilmente il numero delle persone recluse, per rendere il carcere più sicuro e vivibile e per garantire un effettivo sostegno alla realizzazione delle misure alternative alla detenzione”.

Nel 2020 i casi di Covid tra la popolazione detenuta sono stati circa 150, due terzi dei quali si sono verificati a Bologna. Restano poi problemi legati ai numeri della popolazione detenuta: nei primi due mesi del 2021 i dati descrivono una significativa ripresa delle presenze. Il 28 febbraio 2021 in Italia i detenuti erano 53.697, con un aumento di 333 unità rispetto ai 53.364 del 31 dicembre 2020. Nella nostra regione (sempre al 28 febbraio 2021) i detenuti erano 3.270, con un aumento di 131 unità rispetto ai 3.139 del 31 dicembre 2020 (a fine 2019 erano però 3.834). Mentre le detenute donne in Italia nel febbraio 2021 erano 2.252, con una diminuzione di 3 unità rispetto alle 2.255 del dicembre 2020, ma nella nostra regione, in controtendenza, le donne recluse sono passate, nello stesso arco di tempo, da 133 a 146, 13 in più.

L’attività di monitoraggio, ha poi riferito Marighelli, “svolta attraverso la corrispondenza e la raccolta di informazioni sui più rilevanti fenomeni e non con le visite alle carceri e agli altri luoghi di limitazione della libertà personale si può ritenere ancora significativa, rileviamo anche la piena collaborazione di tutti gli istituti contattati”.

L’osservazione svolta si può suddividere in quattro ambiti: ambito penale, che riguarda le carceri e i luoghi di esecuzione penale esterna; ambito forze di polizia, che riguarda le camere di sicurezza gestite dalle forze dell’ordine; ambito migranti, che riguarda i centri di accoglienza per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale; infine, ambito salute che riguarda i servizi psichiatrici di diagnosi e cura per quanto attiene agli accertamenti e ai trattamenti sanitari obbligatori ospedalieri.

Il Garante ha poi parlato della situazione sanitaria all’interno delle carceri della regione: “Le azioni collegate al contenimento dei rischi epidemiologici stanno funzionando, anche la campagna vaccinale è arrivata a buon punto: è già terminata (almeno per la prima dose) a Piacenza e Ferrara ed è in fase di completamento nelle altre province (anche a Reggio Emilia dove si contano ancora 62 postivi)”.

Infine, Marcello Marighelli ha affrontato il tema della rivolta a Modena: “Quanto è accaduto, anche per il numero di vittime, non si era mai visto prima. Ancora non abbiamo un esito definitivo dei procedimenti aperti dalla magistratura ed esigiamo risposte”. Ha poi concluso con la questione delle mamme con figli nelle carceri: “Anche questo è un tema da affrontare, la situazione è inaccettabile (nel 2020 sono stati 11 i casi in regione) e auspichiamo, come promesso, che vengano indirizzate risorse per potenziare il sistema delle case famiglia protette rivolte a questa categoria di persone”.

“Importante che il sistema sanitario regionale abbia individuato le giuste priorità per il contenimento di una situazione critica, sul fronte Covid, all’interno delle carceri”, ha ribadito Roberta Mori (Pd). La consigliera ha poi affrontato il tema delle mamme con minori in carcere, “per queste persone serve un’accoglienza adeguata”. Infine, ha proposto un’audizione in commissione per parlare dei tanti progetti che in regione numerose associazioni di volontariato stanno portando avanti nelle carceri.

Anche per Francesca Maletti (Pd) il problema delle donne nelle carceri con bambini al seguito deve essere affrontato e risolto (“la strada è quella delle case famiglia protette”), così come quello del sovraffollamento. Per la consigliera, poi, “devono ripartire quanto prima le attività rieducative”.

Il presidente Amico, che ha ribadito come “il problema delle mamme con figli nei penitenziari non può essere trascurato”, ha accolto la proposta del Pd di un’audizione in commissione con le associazioni e gli altri soggetti attivi nelle carceri. Ha poi ripetuto, sul tema Covid tra i detenuti, che “non si può abbassare la guardia”.

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