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Puntare sulla prescrizione sociale quale approccio innovativo alla salute pubblica in grado di arricchire i tradizionali percorsi di cura attraverso il coinvolgimento attivo delle persone e delle reti territoriali. È l’impegno richiesto alla Giunta con una risoluzione presentata dalla consigliera del Partito democratico, Ludovica Carla Ferrari. L’atto di indirizzo è sottoscritto anche dai colleghi Fabrizio Castellari, Simona Lembi, Matteo Daffadà, Maria Costi, Barbara Lori, Lodovico Albasi, Niccolò Bosi.
Con l’aumento dell’età della popolazione e delle patologie croniche, rilevano i consiglieri, il modello sanitario tradizionale, orientato per lo più alla gestione degli eventi acuti, potrebbe in futuro presentare dei limiti nell’affrontare bisogni sempre più complessi, anche di tipo relazionale e multidimensionale. Proprio per questo “la prescrizione sociale rappresenta uno strumento integrativo, che non si pone in alternativa alle prescrizioni cliniche, ma interviene invece sull’aspetto sociale e relazionale”.
“La solitudine e l’isolamento sociale – vanno avanti i firmatari – possono aumentare il rischio di declino funzionale, cognitivo e psicologico, oltre a determinare un aumento delle ospedalizzazioni evitabili e della domanda impropria di prestazioni sanitarie. La Regione deve prestare particolare attenzione a questo fenomeno anche in considerazione del fatto che il 40,2% delle famiglie è composta da una sola persona”.
I consiglieri e le consigliere del Pd fanno riferimento alle sperimentazioni già introdotte in Emilia-Romagna fra cui: il progetto “Sciroppo di teatro” che consente ai pediatri di prescrivere “voucher culturali” per l’accesso a spettacoli teatrali, “Musica e maternità” rivolto alle neomamme con sintomi di depressione post-parto, la rete “Archivi e salute” che promuove percorsi e laboratori culturali per persone con demenza, progetti di musicoterapia per minori con disabilità cognitive, “Gruppi di cammino" per il contrasto all’obesità e ad alcune patologie metaboliche.
Nell’ambito di tali sperimentazioni, “il Terzo settore svolge un ruolo strategico e strutturale nella costruzione di reti di prossimità”. Tuttavia, vanno avanti dal Partito democratico, “permangono alcune criticità, come la frammentazione delle esperienze, l’assenza di modelli organizzativi condivisi, la carenza di figure professionali formalmente riconosciute, la disomogeneità territoriale nell’accesso alle opportunità, l’assenza di sistemi omogenei di monitoraggio e valutazione”.
Da tutte queste premesse arriva l’impegno rivolto alla Giunta a valorizzare sempre più le esperienze legate alla prescrizione sociale e a tenerne conto nell’ambito del percorso di definizione della nuova legge regionale sulla cultura. Si chiede, inoltre, che le Case della comunità diventino luoghi di attivazione della prescrizione sociale, “favorendo il coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, degli infermieri di famiglia e di comunità, degli assistenti sociali e delle professioni sanitarie territoriali”.
(Brigida Miranda)
Ultimo aggiornamento: 11-08-2026, 11:32
