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La Regione solleciti la modifica del Piano urbanistico generale (Pug) del Nuovo Circondario Imolese: l’introduzione di vincoli di inedificabilità idrogeologica derivanti dalle alluvioni 2023-2024 (Tavola del Piano Speciale Preliminare) e di indici urbanistici fortemente impattanti (Indice RIE) espongono l’intero strumento urbanistico a inevitabili ricorsi al Tar. È l’oggetto di un’interrogazione presentata da Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia).

“Nel 2025 - ha ricordato la capogruppo di FdI - l’Assemblea circondariale e i successivi 10 Consigli comunali del comprensorio imolese hanno deliberato l’adozione dello strumento urbanistico. Tuttavia, il testo ha subito modifiche strutturali massive, definite dagli stessi amministratori procedenti come ‘importanti innovazioni’, che ne hanno mutato la sostanza tecnica e strategica. Le modifiche apportate unilateralmente in sede di adozione, mai sottoposte alla previa consultazione pubblica e al deposito nei termini di legge, incidono pesantemente sulle dinamiche economiche e fisiche del territorio, incidendo in particolare su sicurezza idraulica e vincoli idrogeologici, procedure edilizie, adeguamento sovracomunale degli ambiti produttivi”.

Per Evangelisti, tutele e vincoli generano disparità operative e penalizzazioni per il territorio di Imola: l’introduzione dell’Indice Riduzione dell’impatto edilizio (Rie) condiziona la rigenerazione urbana e la riqualificazione edilizia del tessuto consolidato, bloccando gli investimenti privati nel centro urbano e nelle aree periferiche a causa dell'esplosione dei costi di adeguamento tecnico non preventivati. “A Medicina - ha aggiunto la consigliera - il recepimento immediato delle perimetrazioni post-alluvione nella nuova cartografia speciale comprime pesantemente le potenzialità di espansione e manutenzione delle aree rurali e periurbane, svalutando il patrimonio immobiliare e fondiario di intere aree agricole e frazionali senza che i proprietari abbiano potuto controdedurre o richiedere verifiche di dettaglio. A Castel San Pietro Terme, l’improvviso e non concordato adeguamento della disciplina degli ambiti produttivi sovracomunali all’Accordo territoriale metropolitano introduce rigidità burocratiche che rischiano di frenare o far delocalizzare importanti investimenti nel polo logistico e industriale locale, penalizzando la competitività economica dell'asse lungo la via Emilia”.

Per Evangelisti si tratta, inoltre, di misure penalizzanti per il tessuto economico locale: “Le nuove norme sulla rigenerazione e i mutati standard sulle aree produttive si traducono in un incremento lineare e insostenibile dei costi di costruzione, di progettazione e di adeguamento tecnologico per le aziende che intendono insediarsi, ampliarsi o ammodernarsi nel territorio imolese. Le associazioni di categoria e le singole imprese locali si trovano davanti a un quadro regolatorio radicalmente differente rispetto a quello esaminato nel febbraio 2024, subendo un’inaccettabile incertezza che paralizza lo sviluppo manifatturiero e artigianale del Circondario”.

(Lucia Paci)

Ultimo aggiornamento: 05-08-2026, 13:22