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Evitare ulteriori aggravi amministrativi ed economici ai proprietari degli immobili, in attesa che la Corte costituzionale si pronunci sui rilievi mossi dal governo agli articoli 4 e 5 della legge regionale sugli affitti brevi. Con un’interrogazione Pietro Vignali (Forza Italia) sollecita l’intervento della giunta e chiede quanti Comuni dell’Emilia-Romagna abbiano già recepito o dato attuazione alla legge e quali limitazioni, percentuali massime, divieti, requisiti aggiuntivi od oneri abbiano eventualmente introdotto.

“L’articolo 5 - ha precisato il capogruppo di FI - attribuisce ai Comuni la facoltà di individuare ambiti nei quali la destinazione a locazione breve è ammessa soltanto a determinate condizioni, consentendo, fra l’altro, di stabilire percentuali massime di immobili destinabili a tale utilizzo, di limitare o vietare determinati interventi edilizi, di prevedere requisiti aggiuntivi e subordinare il cambio d’uso alla realizzazione di dotazioni territoriali o pertinenziali. La disciplina regionale rischia pertanto di sovrapporre agli obblighi nazionali già previsti per le locazioni brevi ulteriori adempimenti urbanistici, amministrativi ed economici, con trattamenti differenziati fra comuni e persino fra diverse zone dello stesso territorio comunale”.

“Tali vincoli - ha proseguito - possono incidere in modo significativo sulla possibilità dei proprietari di utilizzare legittimamente i propri immobili, anche quando la locazione turistica abbia carattere limitato o stagionale, come avviene nelle località balneari. Il Governo ha contestato, fra gli altri aspetti, la possibile violazione della libertà d’impresa, del diritto di proprietà privata, della tutela della concorrenza, dei principi di ragionevolezza e proporzionalità e delle competenze legislative riservate allo Stato”.

Vignali cita poi il caso di Riccione (Rimini) dove il Comune, dando attuazione alla disciplina regionale, ha previsto, per gli immobili destinati a locazioni brevi fino a 30 giorni, la richiesta del cambio di destinazione d’uso da presentare attraverso lo Sportello unico per l’edilizia prima dell’avvio dell’attività. “La proprietà privata - ha sottolineato Vignali - è tutelata dalla Costituzione e la possibilità di ricavare un reddito da un immobile non può essere assimilata a un comportamento negativo o da contrastare: occorre mantenere una netta distinzione tra il contrasto all’abusivismo, pienamente condivisibile, e l’introduzione di vincoli generalizzati che rischiano di penalizzare anche proprietari e operatori regolari, riducendo l’offerta turistica e producendo effetti negativi sull’economia delle località costiere”.

(Lucia Paci)

Ultimo aggiornamento: 06-08-2026, 11:46