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La partecipazione di Paolo Burani, presidente della III Commissione, al contro-presidio difensivo del centro sociale “Laboratorio Aq16” è al centro dell’interpellanza del consigliere di FdI Alessandro Aragona, sottoscritta anche dai colleghi di partito Priamo Bocchi, Alberto Ferrero, Annalisa Arletti, Luca Pestelli, Ferdinando Pulitanò, Giancarlo Tagliaferri, Marta Evangelisti, Francesco Sassone, Nicola Marcello, Fausto Gianella.

Lo scorso 20 luglio, nell’area dell’ex Foro Boario di Reggio Emilia, si è tenuto il presidio organizzato dal gruppo consigliare di FdI, davanti al centro sociale Laboratorio Aq16, per chiederne lo sgombero; successivamente il Comune ha avviato una fase di interlocuzione con il centro sociale, per fare il punto sullo stato dell’immobile e sulle autorizzazioni esistenti. La questione su cui è incentrato l’atto ispettivo di Aragona riguarda la presenza, al contro-presidio difensivo, di Paolo Burani che, oltre ad essere consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra è anche presidente della Commissione III. “Il consigliere - spiega Aragona -, nel corso della seduta d’Aula del 22 luglio ha rivendicato la propria presenza al presidio convocato a difesa di un centro sociale occupato, abusivo e privo delle certificazioni di base per garantire la sicurezza e l’incolumità degli utenti”. Da qui l’interpellanza per chiedere allaGgiunta se ritenga politicamente opportuna tale partecipazione al contro-presidio e se la stessa sia compatibile con la funzione di presidente di commissione.

A rispondere è stata la sottosegretaria Manuela Rontini. “Preme innanzitutto sottolineare come il consigliere Aragona tragga conclusioni basandosi non su fatti acclarati, ma su supposizioni. Suppone, infatti, che il consigliere Burani fosse puntualmente a conoscenza delle pendenze amministrative che il centro sociale ha nei confronti del Comune di Reggio Emilia. Interpellato nel merito, il consigliere ha riferito di non conoscere nel dettaglio i rilievi amministrativi elevati dal Comune di Reggio Emilia”.

“Peraltro - prosegue Rontini - è nella piena facoltà di un consigliere regionale partecipare a manifestazioni pubbliche, né alcun regolamento vieta a un presidente di commissione assembleare di prendervi parte. Venendo al merito della questione, la Giunta comunale di Reggio Emilia ha approvato una delibera che fissa le linee di indirizzo per la valorizzazione degli immobili civici, storica sede del centro sociale e Laboratorio AQ 16. Il provvedimento, da un lato, prevede la rigenerazione materiale del complesso immobiliare, che le verifiche tecniche hanno confermato idoneo sul piano strutturale ma bisognoso di interventi di adeguamento impiantistico e antincendio, dall’altro, prevede la tutela della rete di aggregazione, integrata nel quartiere in oltre un ventennio di attività. L’atto di indirizzo prende anche atto della svolta formale del collettivo di via Manfredi, costituitosi in ente di Terzo settore, iscritto dal 1° settembre al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. L’associazione ha depositato in Comune una proposta progettuale, articolata su quattro assi: contrasto al disagio giovanile, sicurezza sociale, promozione dello sport e solidarietà internazionale. L’iter prevedrà quindi una fase preventiva di ascolto e ricognizione con il territorio e la cittadinanza per la stesura di un avviso pubblico finalizzato a trasformare la struttura in un presidio antidegrado incentrato su adolescenti e giovani adulti, in sinergia con i servizi educativi e sociali del Comune”.

Netta la replica di Alessandro Aragona. “Noto dal nervosismo che abbiamo colpito nel segno: ancora una volta avevamo ragione - conclude il consigliere -. La nostra domanda era sul ruolo istituzionale, che è un aspetto molto importante. Ed è grave che la Regione Emilia-Romagna non abbia condannato un contro-presidio in un immobile che dalla mattina alla sera può prendere fuoco a ogni scintilla: questo è oltraggioso nei confronti della sicurezza dei cittadini”.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 06-10-2026, 17:06