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La Regione fornisca spiegazioni sulla chiusura di un tratto di via Baiona, a Ravenna, per consentire l'avvio dei cantieri per la realizzazione della Ciclovia Adriatica e sulle possibili ripercussioni sulla viabilità locale. Alberto Ferrero (Fratelli d’Italia) interroga la Giunta per sapere se siano state effettuate preventive valutazioni d'impatto sulla viabilità complessiva e sul trasporto pubblico locale (Tpl) a livello provinciale nonché quali percorsi alternativi e misure di alleggerimento del traffico si intendano promuovere o sostenere in sinergia con gli enti locali. Il consigliere, inoltre, chiede che l’esecutivo regionale intervenga per garantire la gratuità e il potenziamento dei servizi di traghetto e trasporto alternativo per tutta la durata del blocco, estendendo le tutele anche ai lavoratori pendolari e alle imprese della zona.
“La notizia emersa di recente nel corso di un’assemblea pubblica a Porto Corsini - ha spiegato Ferrero - ha confermato la chiusura al traffico di un tratto strategico di via Baiona, a Ravenna, per una durata stimata di circa quattro mesi a partire dall'ultima settimana di ottobre al fine di consentire l'apertura dei cantieri legati alla realizzazione della Ciclovia Adriatica, in particolare per il collegamento ciclabile di 25 chilometri tra Ravenna e i lidi nord. L’intervento prevede la realizzazione di due ponti ciclopedonali sul canale Baiona e sulla canaletta Magni: il tratto interessato dal cantiere stradale è compreso tra lo svincolo della centrale Teodora e il canale di Porto Corsini, un'arteria fondamentale non solo per i residenti dei lidi nord, ma anche per il flusso di traffico connesso alle attività”.
“La chiusura per quattro mesi - ha sottolineato - rischia di paralizzare la viabilità locale, dirottando il traffico privato e commerciale su percorsi alternativi significativamente più lunghi e già strutturalmente sovraccarichi. Sebbene sia stata annunciata la gratuità del traghetto per i residenti di Porto Corsini e Marina Romea come misura compensativa, l'agevolazione è insufficiente a mitigare l'impatto complessivo sulla mobilità dell'intero bacino ravennate”.
Da qui l’atto ispettivo per chiedere “misure di indennizzo ai cittadini per i maggiori costi di percorrenza e alle imprese per i disagi logistici” oltre a “garantire, per quanto di competenza regionale, il tassativo rispetto del cronoprogramma dei quattro mesi di chiusura”.
(Lucia Paci)
Ultimo aggiornamento: 18-09-2026, 09:09
