Salta al contenuto

Contenuto

Adottare misure efficaci di contenimento della popolazione di cormorani, alla stregua di quanto già effettuato da altre Regioni, per tutelare la fauna e gli ecosistemi ittici. A chiederlo, con un’interrogazione alla giunta, è il consigliere della Lega, Tommaso Fiazza.

“La presenza di cormorani rappresenta un concreto pericolo per l’equilibro ambientale - spiega Fiazza - e la loro significativa diffusione ha determinato la riduzione di una quota sempre più rilevante degli stock ittici, con effetti dannosi sulle produzioni e sulle attività di pesca professionale e sportiva”.

Fiazza rileva come il piano di controllo del cormorano, adottato dalla Regione Emilia-Romagna, non configuri gli abbattimenti come “piani di contenimento”: in altre parole, si legge nell’atto ispettivo, non hanno come obiettivo la riduzione numerica dei cormorani, ma hanno solo finalità dissuasiva, allo scopo di limitare i prelievi di pesce e indirizzare l’attività predatoria verso ambienti acquatici di minor pregio produttivo.

Un’impostazione che, secondo il consigliere Fiazza, resta poco efficace. “Le deliberazioni annuali sui contingenti prelevabili risentono fortemente di questa impostazione legata esclusivamente alla prevenzione del danno economico - prosegue il consigliere della Lega -. Da qui deriva la necessità di rifarsi alla mappatura delle attività censite e alla constatazione del fatto che abbiano subito o meno danni nel corso dell’anno precedente per quantificare gli abbattimenti”. Il consigliere riporta l’esempio dell’ultima deliberazione del settembre 2025 che limita il prelievo solo a quattro province (Ferrara, Bologna, Modena e Reggio Emilia), fissandolo nel limite del 10% della popolazione censita.

“Il mancato danneggiamento di attività economiche - va avanti Fiazza - non significa però che gli habitat naturali non vengano comunque devastati da questi voraci predatori, tanto da rendere quantomai necessari piani di abbattimento dei cormorani anche al di fuori del comparto produttivo dell’itticoltura, al fine di mitigare gli impatti negativi della loro diffusione”.

Da qui l’interrogazione alla giunta per porre rimedio a tale situazione, modificando il Piano di controllo e introducendo misure per contenere realmente il numero il numero di cormorani presenti sul territorio regionale.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 10-09-2026, 12:16