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La Regione accerti le ragioni delle carenze manutentive del torrente Ravone (Bologna), nonostante le criticità segnalate sin dal 2021, verifichi eventuali responsabilità dirigenziali, disciplinari e amministrativo-contabili e adotti le conseguenti iniziative di competenza. È l’oggetto di un’interrogazione di Francesco Sassone (Fratelli d’Italia) sottoscritta anche dalla capogruppo Marta Evangelisti.  

Precisando che Il Tribunale regionale delle acque pubbliche alla Corte d’Appello di Firenze ha condannato il Comune di Bologna e la Regione Emilia-Romagna al risarcimento dei danni provocati dalle esondazioni del torrente Ravone del maggio 2023, Sassone ed Evangelisti hanno sottolineato come “le verifiche abbiano accertato che ad ostacolare il deflusso avrebbero contribuito i puntelli collocati dal Comune nell’alveo, e la scarsa manutenzione insufficiente, soprattutto la mancata asportazione del materiale di sfalcio e l’insufficiente rimozione dei rifiuti dalle sponde”.

“Il nulla osta idraulico relativo all’attraversamento del Ravone della linea Rossa tranviaria - hanno aggiunto - prescriveva la rimozione delle opere di sostegno provvisionali e del materiale depositato sul fondo del manufatto. Il Tribunale ha rilevato che la Regione non avrebbe fornito prova positiva delle attività di manutenzione e pulizia svolte, precisando che tali attività avrebbero dovuto essere intensificate proprio in ragione della conoscenza, risalente al 2021, dell’ostacolo rappresentato dai puntelli. La sentenza ha inoltre respinto la domanda della Regione di essere tenuta indenne dal Comune, escludendo che potesse trasferire su quest’ultimo le conseguenze della propria responsabilità”.

Da qui l’atto ispettivo per chiedere di fare chiarezza sulla gestione del Ravone.

(Lucia Paci)

Ultimo aggiornamento: 27-10-2026, 10:32