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Istituire un Tavolo tecnico di coordinamento a livello regionale, che coinvolga i rappresentanti del Numero unico europeo 112, delle centrali operative 118, delle forze dell’ordine, dei Dipartimenti di salute mentale e dei servizi di Pronto soccorso regionali e definire “Protocolli operativi condivisi” per individuare, sin dal primo contatto telefonico coi numeri d’emergenza, i criteri di rischio per i quali si renda obbligatorio e precoce l’invio sul posto di un mezzo sanitario di soccorso avanzato (medicalizzato). È l’impegno chiesto alla giunta dai consiglieri di Fratelli d’Italia che hanno presentato una risoluzione a prima firma Marta Evangelisti.

La proposta arriva in seguito ai fatti accaduti al Pilastro di Bologna dove, il 19 luglio scorso, un uomo ha perso la vita durante un intervento di polizia. “Gli operatori della polizia di Stato e i volontari del soccorso sanitario si trovano quotidianamente a dover fronteggiare situazioni analoghe a tutela dell’incolumità pubblica, della sicurezza dei cittadini e della salute stessa del paziente - hanno sottolineato i consiglieri - Il Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) dell’Emilia-Romagna ha evidenziato come gli episodi di grave agitazione psicomotoria si manifestino inizialmente come problematiche di ordine pubblico, pur configurando molto spesso, a tutti gli effetti, vere e proprie emergenze clinico-sanitarie complesse. È quindi fondamentale definire in modo univoco i confini operativi, le linee di indirizzo per la de-escalation verbale, le tecniche di immobilizzazione sicura, nonché i criteri di sedazione e monitoraggio clinico continuo durante il trasferimento del paziente. Per questo sono necessari percorsi di formazione dedicati, per garantire omogeneità d’azione e massima tutela della vita umana e delle stesse divise coinvolte”.

Fratelli d’Italia invita inoltre a evitare ogni tentativo di strumentalizzazione politica o ideologica volto a colpevolizzare preventivamente o a delegittimare l’operato delle forze dell’ordine: “Gli agenti di polizia e i soccorritori sanitari non possono essere lasciati soli dinanzi a vuoti normativi o interpretativi, ma devono poter agire all’interno di una cornice regolatoria chiara, sicura, condivisa e supportata da una costante formazione congiunta”.

(Lucia Paci)

Ultimo aggiornamento: 24-07-2026, 12:47