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Per sostenere l’inclusione scolastica servono strumenti sempre più efficaci e maggiori risorse statali. La richiesta arriva da una risoluzione del Partito democratico a prima firma Eleonora Proni e sottoscritta da Maria Costi approvata oggi, a maggioranza, dalla commissione Giovani e Scuola.
La commissione, invece, ha respinto una risoluzione di Fratelli d’Italia a prima firma Annalisa Arletti e Ferdinando Pulitanò che chiedeva di istituire un Fondo regionale destinato al cofinanziamento del servizio di assistenza educativa scolastica in favore degli alunni con disabilità.
Nel corso del dibattito il centrosinistra ha ricordato quanto di buono fatto in questi anni dalla Regione e chiesto che il Governo si assuma le proprie responsabilità aumentando le risorse per il welfare. Diametralmente opposta la posizione del centrodestra, che ha ricordato come in quattro anni di Governo Meloni i fondi statali destinati all’inclusione scolastica siano aumentati.
Il dibattito
Annalisa Arletti (FdI) ricorda come il Governo Meloni “abbia incrementato le risorse nazionali destinate all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, portando per il 2025, a 260 milioni di euro i finanziamenti complessivamente destinati a Comuni e Regioni per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, di cui 132 milioni di euro ai Comuni e 128,2 milioni di euro alle Regioni, attraverso il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità: risorse statali che, pur rappresentando un importante sostegno, non sono sufficienti a coprire il crescente fabbisogno degli Enti locali. Risulta, pertanto, necessario che anche la Regione Emilia-Romagna assuma un ruolo diretto nel finanziamento del servizio, affiancando Comuni e Stato con uno specifico stanziamento regionale”.
A stretto giro arriva la replica di Eleonora Proni (Pd): “Nell'anno scolastico 2024/2025 gli studenti con disabilità iscritti nelle scuole statali dell’Emilia-Romagna erano 23.356, in aumento di circa il 17% rispetto all’anno scolastico 2021/2022, evidenziando una crescita costante dei bisogni di inclusione educativa e dei servizi connessi: a partire dal 2023 la Regione Emilia-Romagna ha rafforzato progressivamente il proprio impegno a favore dei giovani con disabilità certificata attivando specifici interventi finalizzati a sostenere il successo formativo, l’autonomia personale, la continuità tra progetto educativo e progetto di vita e la transizione verso il lavoro, con un incremento delle risorse dai 9 milioni di euro del primo anno ai 18 milioni di euro annui del 2025 e del 2026”.
Alberto Ferrero (FdI) sottolinea: “L’attuale governo nazionale ha posto al centro della propria agenda il tema della disabilità, istituendo il Fondo unico per l’inclusione. In precedenza, si assisteva a una totale frammentazione; oggi, grazie a una migliore organizzazione, c’è chiarezza sulla distribuzione delle risorse, che ammontano complessivamente a 1,3 miliardi di euro. I dati confermano questo impegno: a fronte di un aumento del 5% degli alunni con disabilità per l'anno scolastico 2025/2026, il numero dei docenti di sostegno è aumentato del 6%. Il governo nazionale sta portando avanti anche politiche specifiche per l'inclusione sportiva dei ragazzi con disabilità. Una maggiore inclusione, infatti, permette loro di partecipare pienamente alla vita sociale. Tuttavia, mentre il governo aumenta gli investimenti, la Regione non fa lo stesso”.
Nicola Marcello (FdI) pone diversi temi, fra cui quello della necessità di identificare i bisogni specifici che sono molto diversi, ad esempio, tra alunni con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) e BES (bisogni educativi speciali) e quelli che hanno disabilità sanitarie e che necessitano anche di un infermiere scolastico. “Una platea eterogenea di studenti che hanno bisogno di sostegni scolastici di grado e natura profondamente diversi - puntualizza -. C’è poi il tema di chi deve certificare queste condizioni e della necessità di potenziare i servizi di neuropsichiatria infantile per poter dare a ciascuno studente risposte adeguate”.
Per Vincenzo Paldino (Civici) “dobbiamo analizzare il tema alla radice, cioè come mai in due anni siano in aumento i casi di alunni con disabilità del 15-17%. I fatti ci dicono che la Regione dal 2023 ad oggi ha raddoppiato i fondi, quindi sarebbe poco comprensibile dai cittadini una contrapposizione politica sul tema. Quanto si sta facendo a livello nazionale non basta: non vuol dire che non si sta facendo niente, ma che bisogna fare di più. Bisogna sollecitare a livello nazionale un aumento dei fondi”.
Elena Ugolini (Rete civica) ricorda l’approvazione di una risoluzione che impegnava la Giunta a istituire un tavolo di lavoro permanente con le associazioni, le famiglie e l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per affrontare globalmente la tematica dei Bisogni Educativi Speciali (BES). “Parliamo di tutto quel nuovo spettro di difficoltà, cresciute sensibilmente in questi anni, che include disagi psicologici, disturbi dell’attenzione e ritiro sociale - spiega -. I dati, purtroppo, dimostrano chiaramente quanto sia ampia la sofferenza di bambini e adolescenti oggi. Il fatto che questo tavolo non sia ancora mai stato convocato, significa, purtroppo, che abbiamo perso del tempo prezioso”.
Andrea Costa (Pd) plaude ai contenuti di un dibattito che ha fatto emergere, da entrambe le parti, la necessità di una sempre maggiore inclusione degli alunni con disabilità. “Questo è un dato politico da sottolineare, perché traccia una chiara linea di lavoro comune - puntualizza -. È vero che il Governo ha aumentato le risorse e che altrettanto ha fatto la Regione; eppure, ci troviamo ancora di fronte alla necessità, espressa chiaramente da famiglie e studenti, di un ulteriore cambio di passo rispetto a questa tematica. Non è soltanto una questione di risorse economiche, che pure resta. Esiste un problema organizzativo: basti pensare che ben il 12% delle cattedre di sostegno viene assegnato ad anno scolastico già iniziato. Molti alunni cambiano insegnante di riferimento da un anno all'altro o, fatto ancora più grave, addirittura a metà dell'anno scolastico in corso. Siamo di fronte a problemi storici e atavici. A questo si aggiunge che le nostre scuole, spesso, non sono pensate, nemmeno a livello strutturale e fisico, per offrire ambienti realmente utili a favorire la piena integrazione degli studenti”.
(Brigida Miranda e Giorgia Tisselli)
Ultimo aggiornamento: 24-09-2026, 14:14
