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Applicare, in modo rigoroso e uniforme, già a partire dall’anno scolastico 2026/2027, le norme in materia di consenso informato alle famiglie, per tutte le attività educative e formative promosse all’interno delle scuole e finanziate o realizzate dalla Regione e dalle Aziende sanitarie.

A chiederlo, con un’interpellanza alla giunta, è la capogruppo di Fratelli d'Italia Marta Evangelisti. Secondo la normativa nazionale, le scuole medie e superiori dovranno obbligatoriamente ottenere il consenso delle famiglie prima di proporre iniziative che riguardino tematiche relative a sessualità e affettività, mentre per le scuole dell’infanzia e primaria il divieto è assoluto.

“Il coinvolgimento preventivo e consapevole delle famiglie nelle attività scolastiche extra-curriculari costituisce un elemento essenziale per consolidare il rapporto fiduciario tra scuola e genitori, prevenendo incomprensioni e conflittualità rispetto ai contenuti proposti agli studenti - spiega Evangelisti -. Tuttavia, l’assenza di indirizzi omogenei sul territorio regionale potrebbe determinare applicazioni difformi tra istituti scolastici, Aziende sanitarie e soggetti attuatori dei progetti, con conseguenti criticità sotto il profilo della trasparenza informativa e della tutela delle famiglie”.

A rispondere in aula è l’assessora alla Scuola, Isabella Conti. “Spetta alle singole istituzioni scolastiche, nell’ambito delle rispettive autonomie, emanare le linee di indirizzo sulle modalità con cui i genitori possono prestare il consenso alle attività - ha spiegato -. Per quanto riguarda però i programmi di promozione della salute sostenuti dalla Regione e realizzati in collaborazione con il sistema scolastico, il nostro obiettivo è accompagnare le ragazze e i ragazzi nella costruzione di relazioni consapevoli, rispettose e positive. Parliamo di far conoscere il valore del consenso, della prevenzione e della relazione: tutte politiche fondamentali per la promozione del benessere in adolescenza. Per evitare che, su questi contenuti, si crei una situazione ‘a macchia di leopardo’, con corsi o modalità che rischiano di sfuggire a un coordinamento regionale, stiamo lavorando all’aggiornamento continuo di materiali certificati dalla Regione. Lo facciamo attraverso il potenziamento dei consultori e l’impiego di personale pubblico delle Ausl, che si occupa di fare formazione ai docenti o che interviene direttamente in classe. Questi percorsi prevedono progetti mirati per ragazze e ragazzi dalla terza media in su, garantendo una formazione e un’informazione qualificata e scientificamente radicata. Tutti questi materiali, dunque, sono in fase di aggiornamento, per fare in modo che anche i genitori possano leggerli e informarsi su come relazionarsi con i figli su temi così delicati. È un lavoro importante che, solo nel biennio 2023/2024, ci ha permesso di raggiungere oltre 57mila ragazzi e ragazze”.

Una risposta che soddisfa parzialmente la consigliera Evangelisti. “Sebbene sia stata inizialmente dichiarata una non competenza della Regione, dalla declinazione della risposta si evince che l'amministrazione regionale ha comunque deciso di entrare nel merito - ha concluso -. Quello che noi chiediamo, va chiarito, non è intervenire nella scelta di quei materiali, ma far sì che i genitori possano conoscerne preventivamente i contenuti e le modalità con cui vengono informati e formati i loro ragazzi. Ciò che non possiamo invece concepire, e che purtroppo fino a oggi si è verificato, è l'idea che la scuola possa adempiere a doveri e responsabilità che sono in capo alle famiglie. Nessuno può sostituirsi alla responsabilità educativa dei genitori se i genitori stessi non vogliono che ciò accada”.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 22-09-2026, 17:28