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“Il piano triennale dell’offerta formativa 2025–2028 delle scuole comunali dell’infanzia del quartiere San Donato-San Vitale del comune di Bologna contiene, nell’ambito degli indirizzi pedagogici generali, riferimenti all’identità di genere, all’autodeterminazione personale e al superamento degli stereotipi legati al maschile e al femminile”.
La denuncia arriva, con un’interrogazione, da Francesco Sassone e Marta Evangelisti di Fratelli d’Italia.
I due consiglieri, nel rilevare che “le disposizioni nazionali sulla materia prevedendo l’acquisizione del consenso preventivo in forma scritta dei genitori, ovvero degli studenti se maggiorenni, per la partecipazione alle attività extracurricolari o di ampliamento dell’offerta formativa che trattino temi attinenti all’ambito della sessualità (e, in particolare, quello sull’identità di genere)”, vogliono sapere rispetto alle indicazioni nel piano del quartiere bolognese “quali attività siano state effettivamente programmate o realizzate, con quali contenuti e finalità, per quali fasce d’età e attraverso quali modalità di informazione e coinvolgimento delle famiglie”.
Per FdI “la questione merita una verifica estesa all’intero territorio comunale, per accertare anche se proposte analoghe siano presenti anche in altri nidi e scuole dell’infanzia”, rilevando che “la tutela dell’infanzia impone di evitare che i servizi educativi diventino luoghi di promozione di orientamenti ideologici o strumenti di legittimazione delle posizioni politiche di chi amministra”. Concludono i due esponenti di Fratelli d’Italia: “Il dovere di promuovere il rispetto di ogni persona e di prevenire qualsiasi forma di discriminazione deve accompagnarsi alla trasparenza delle scelte educative, all’attenzione del pluralismo e al riconoscimento del ruolo delle famiglie”.
Sassone ed Evangelisti chiedono, quindi, all’esecutivo regionale siano rispettate le disposizioni nazionali sulla materia, richiedono poi di chiarire sulle indicazioni sul tema dell’identità di genere del quartiere bolognese rivolte alla fascia zero-sei anni. Vogliono anche sapere se questi percorsi discendano da indirizzi regionali, comunali o del coordinamento pedagogico, oppure da iniziative delle singole strutture, vogliono poi capire dalla giunta cosa intenda fare affinché in tutti i servizi interessati siano garantiti trasparenza dei progetti, conoscibilità dei materiali, rispetto del pluralismo e coinvolgimento effettivo delle famiglie, infine chiedono quali interventi intenda promuovere presso gli enti competenti qualora emergano attività non conformi alla normativa o carenze nelle procedure di informazione e verifica.
(Cristian Casali)
Ultimo aggiornamento: 16-10-2026, 15:44
