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“Scuole aperte, discriminata una parte della popolazione scolastica”. Valentina Castaldini (FI) interpella la Regione per chiedere se ritenga che la scelta del Comune di Bologna di non includere nel progetto “Scuole Aperte” le scuole pubbliche paritarie e gli studenti degli istituti comprensivi, che non hanno aderito alla manifestazione di interesse, sia coerente con gli obiettivi regionali.
“All’interno della delibera regionale - evidenzia la consigliera - è specificato che nel caso in cui una Istituzione scolastica non sia disponibile a garantire le opportunità ai propri alunni, gli stessi potranno anche partecipare alle attività in altri Istituti, stante la formale disponibilità di questi ultimi. Mentre all’interno della pagina informativa presente sul sito internet del Comune di Bologna dal titolo La scuola che parte insieme è specificato che se l'Istituto comprensivo frequentato non è fra quelli partecipanti al progetto, non si potrà inviare la domanda di iscrizione”.
Castaldini sottolinea che nell’elenco degli istituti aderenti al progetto non è presente alcuna scuola pubblica paritaria e che, da interlocuzioni avvenute con dirigenti scolastici di scuole pubbliche paritarie di Bologna, pare che nessuna di queste sia stata contattata dall’ente gestore della ATUSS per acquisire la disponibilità a rendere disponibili, nel periodo in oggetto (che parte il 31 agosto), i locali scolastici. Per la consigliera le procedure e le indicazioni contenute nella determinazione dirigenziale del Comune di Bologna “paiono in pieno contrasto con la citata delibera regionale”.
Alla luce della situazione descritta, la forzista chiede se la Regione intenda ammettere il progetto presentato dal Comune di Bologna al finanziamento regionale nonostante la discriminazione di una parte di popolazione scolastica frequentante la scuola primaria.
(Giorgia Tisselli)
Ultimo aggiornamento: 06-07-2026, 17:27
