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Valorizzare la lingua italiana nel processo di internazionalizzazione del sistema universitario. Priamo Bocchi (FdI) in una risoluzione chiede alla Regione di promuovere, nell'ambito dei rapporti istituzionali con gli Atenei dell’Emilia-Romagna e nel rispetto della loro autonomia, un modello di internazionalizzazione fondato sul plurilinguismo e sulla valorizzazione della lingua italiana, “evitando che l'apertura internazionale coincida con la sua progressiva sostituzione con l'inglese”.
“L'internazionalizzazione del sistema universitario rappresenta un'opportunità per accrescere la qualità e l'attrattività degli Atenei italiani, favorendo la mobilità di studenti e docenti, gli scambi accademici e la cooperazione internazionale. Tale processo – evidenzia il consigliere - non dovrebbe tuttavia tradursi nella progressiva marginalizzazione della lingua italiana né nell'identificazione dell'internazionalizzazione con il ricorso generalizzato all'inglese quale lingua esclusiva della didattica”.
Bocchi sottolinea come anche negli Atenei dell'Emilia-Romagna è in crescita l'offerta di corsi di studio interamente impartiti in lingua inglese e cita il caso dell'Università degli Studi di Parma dove è stato attivato, dall'anno accademico 2025/2026, il corso di laurea triennale Global Studies for Sustainable Local and International Development and Cooperation.
“Internazionalizzare l'università non deve significare rinunciare all'italiano”, pertanto, il meloniano impegna la Giunta a promuovere una ricognizione dei corsi di laurea impartiti interamente in lingua straniera negli Atenei dell'Emilia-Romagna e a favorire, per gli studenti internazionali iscritti a corsi impartiti in lingua straniera, adeguati percorsi di apprendimento della lingua italiana, quale strumento di integrazione sociale, culturale e professionale e di permanenza sul territorio dopo il conseguimento del titolo.
(Giorgia Tisselli)
Ultimo aggiornamento: 10-09-2026, 11:28
