Salta al contenuto

Contenuto

La Regione faccia chiarezza sul futuro dell'Istituto romagnolo per lo studio dei tumori Dino Amadori (IRST) di Meldola, nel forlivese.

A chiederlo, in un’interpellanza, discussa in aula, è Luca Pestelli (Fratelli d’Italia) che solleva forti preoccupazioni circa la sostenibilità tecnica e scientifica del trasferimento del laboratorio di diagnostica molecolare e predittiva nella sede Ausl di Pievesestina (Cesena), scelta ufficializzata dalla direzione dell'istituto e motivata da esigenze di bilancio.

"Allontanare la diagnostica dal comparto della ricerca – sottolinea il consigliere – rischia di compromettere la natura stessa dell'IRST, in quanto la prossimità tra ricerca e diagnostica è un elemento essenziale per un istituto come quello di Meldola, anche rispetto alla formazione del personale e alle certificazioni di qualità già ottenute. L'IRST di Meldola rappresenta un polo strategico all'avanguardia per la cura, la ricerca e la formazione oncologica nato da una straordinaria sinergia pubblico-privato e fortemente radicato nel territorio romagnolo".

La risposta della Giunta è affidata all’assessore alla Sanità Massimo Fabi: “La Regione Emilia-Romagna vuole preservare il ruolo dell’IRTS. Siamo in una fase di riforma e l’obiettivo è quello di avere un modello sempre più efficiente per rendere ancora più performante l’attività clinica e di ricerca. Vogliamo incrementare il potenziale della struttura, non certo ridimensionarlo. E vogliamo rendere ancora più integrato il sistema, così come riaffermiamo l’attenzione alla sostenibilità e alla qualità dei servizi. Proponiamo un nuovo modello organizzativo ma le scelte logistiche future saranno valutate in coerenza con le esigenze della struttura”.

La replica di Pestelli: “Mi auguro ci sia un impegno concreto rispetto a quanto detto dall’assessore. Serve salvaguardare gli investimenti fatti in questa struttura”.

(Cristian Casali)

Ultimo aggiornamento: 22-09-2026, 16:54