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La Regione riferisca le motivazioni tecnico-amministrative che hanno determinato il blocco dell'accordo e il conseguente ritardo nell'avvio della sperimentazione delle bodycam per gli operatori del 118 nella provincia di Modena, originariamente previsto entro il mese di aprile. A chiederlo in un’interpellanza presentata in Aula sono Ferdinando Pulitanò e Annalisa Arletti (Fratelli d'Italia).

“Come tristemente evidenziato dalle recenti e drammatiche cronache giornalistiche locali, la situazione concernente l'incolumità fisica e psicologica degli operatori sanitari della provincia di Modena ha raggiunto livelli di criticità insostenibili. A oggi, trascorsi ampiamente i termini fissati per la partenza della sperimentazione - spiega Pulitanò - nessuna bodycam risulta essere stata effettivamente distribuita o integrata nella strumentazione di servizio degli equipaggi del 118 di Modena, non è stato fornito un cronoprogramma chiaro ai sindacati e ai lavoratori né si ha evidenza dell'avvenuta consegna dei dispositivi e della relativa calendarizzazione dei corsi di formazione”.

Uno stallo amministrativo che, per il consigliere, “sta generando forte sconcerto, rabbia e un profondo senso di abbandono fra i lavoratori del comparto sanitario”. Da qui la richiesta di “sollecitare immediatamente la Direzione Generale dell'Azienda USL di Modena” affinché venga indicata una data certa per l'avvio della fase sperimentale e della relativa formazione del personale.

“Non ci sono state sospensioni o modifiche, - risponde l’Assessore alla sanità, Massimo Fabi, - il posticipo è stato determinato da una problematica tecnica. La sperimentazione è partita il 24 agosto con la formazione del personale. Al termine dei sei mesi, i risultati saranno condivisi con la Regione e i sindacati”. Inoltre, l’assessore ricorda “l’importate il finanziamento regionale per il supporto psicologico dei lavoratori vittime di un’aggressione”.

Pulitanò replica dicendo che “a volte la cronologia dei fatti ha un peso: era gennaio quando veniva annunciata la sperimentazione. Poi per sei mesi non si è saputo più nulla: la sospensione credo ci sia stata”. E, continua “la bodycam credo sia un ottimo strumento per gli operatori. Oggi scopro che è vista con favore anche dall’assessorato alla sanità, mentre la linea politica della maggioranza che lo sostiene non era la stessa”.

(Giorgia Tisselli)

Ultimo aggiornamento: 22-09-2026, 17:09