Salta al contenuto

Contenuto

Garantire equità di accesso alle prestazioni sanitarie e alla sicurezza alimentare, rendere più efficienti i percorsi diagnostico-terapeutici nonché l’assistenza farmaceutica e integrativa, investendo sull’inclusione sociale e sulla formazione degli operatori.  

L’Assemblea legislativa ha approvato il progetto di legge del Partito democratico a prima firma Lodovico Albasi (Pd) a sostegno di chi è affetto da celiachia: l’obiettivo è consolidare e ampliare i servizi esistenti, introducendo strumenti tecnologici e normativi per migliorare la qualità della vita dei celiaci e garantire un accesso equo e sicuro alle cure e ai prodotti senza glutine. La legge, inoltre, vuole promuovere la conoscenza della celiachia nella cittadinanza, il monitoraggio epidemiologico e, infine, introdurre strumenti innovativi come l’interoperabilità del sistema informatizzato per l’erogazione di alimenti senza glutine, in linea con altre Regioni.

Al testo del Pd è abbinata anche una proposta di legge di Fratelli d’Italia, a prima firma Nicola Marcello, che, sempre a proposito di celiachia, mira ad assicurare la piena portabilità del credito mensile proveniente dai buoni per l'acquisto di prodotti senza glutine anche fuori dal territorio regionale.

A presentare il progetto di legge sono stati il relatore di maggioranza Lodovico Albasi (Pd) e quello di minoranza Tommaso Fiazza (Lega), che hanno sottolineato l’importanza della nuova legge come possibile soluzione ai problemi dei cittadini. L’unanimità di intenti è emersa anche nel corso del dibattito fra i gruppi consigliari, tanto che il provvedimento è stato approvato all’unanimità.

Soddisfazione per l’approvazione della legge è stata espressa dall’assessore alla Sanità Massimo Fabi per il quale "questo progetto di legge dà risposte ai bisogni delle persone e va nella giusta direzione”.

I relatori

“Il progetto di legge nasce innanzitutto dall’ascolto e dalle sollecitazioni delle persone celiache, delle famiglie e delle associazioni, che voglio ringraziare. Vogliamo introdurre elementi di avanguardia normativa come l'interoperabilità del sistema informatizzato di erogazione degli alimenti senza glutine. Bisogna fare in modo che le persone possano trovare servizi accessibili e vivere la quotidianità senza discriminazioni e senza sentirsi lasciate sole”, spiega Lodovico Albasi (Pd). Sulla stessa linea il relatore di minoranza Tommaso Fiazza (Lega), per il quale “stiamo parlando di una legge storica per la Regione. Ci sono altre Regioni, come la Lombardia, che questa legge ce l’hanno già e noi dovremmo provare a farne una ancora migliore. Inoltre, è importante la tutela dei negozi e che il contributo da parte della Regione arrivi il prima possibile”.

Il dibattito

Luca Pestelli (FdI) ha sottolineato: “Occorre affermare il diritto di non dover rinunciare a qualcosa, a partire dalla propria quotidianità. E questo si ottiene grazie a un approccio pratico. Spesso chi non è affetto da questa patologia non vi dà peso per cui va promossa una cultura dell’accoglienza verso le persone celiache. Un ruolo base lo ricopre il mondo dell’associazionismo che porta con sé un patrimonio di conoscenze e di sensibilità”.

Ponendo attenzione sull’interesse del ministro della Salute per questo tema, Nicola Marcello (FdI) ha sottolineato come “la diagnosi precoce debba essere un aspetto fondamentale. L’unica cura per questa patologia è mangiare senza glutine. Per chi ne soffre, il rischio è quello dell’isolamento. La nostra Regione riconosce il buono dematerializzato ma ancora mancava una legge organica. Ora, anche dopo il mio impulso e una mia proposta di legge a riguardo presentata alcuni mesi fa, siamo arrivati a definire una normativa appositi”.

Ricordando l’impegno profuso nel percorso per arrivare all’approvazione della legge, per Gian Carlo Muzzarelli (Pd) “daremo una risposta molto importante alla comunità regionale. Fondamentale è la diagnosi precoce, tanto che vanno rafforzate la consapevolezza e la conoscenza. In Emilia-Romagna vogliamo fare in modo che le persone affette da celiachia possano trovare servizi accessibili e vivere la quotidianità senza discriminazioni. La celiachia è una malattia sociale riconosciuta ed è bene che anche l’Unione europea ne abbia preso coscienza. Dobbiamo lavorare con le Ausl, gli enti locali, le associazioni e le famiglie per elevare il livello di conoscenza, competenza e azione”.

“Il nostro obiettivo è quello dell’inclusione sociale, per garantire pari diritti a tutti. Apprezziamo l’ampia convergenza che c’è fra tutti i gruppi consigliari su questo progetto di legge: abbiamo messo al centro la cultura del rispetto delle persone con problemi sanitari e serve che ci sia la capacità da parte di tutto il sistema, compresa la scuola, di gestire in modo collaborativo i problemi collegati alla celiachia. Con questo provvedimento vogliamo mettere in primo piano la vita delle persone”, ha spiegato Andrea Massari (Pd).

“La celiachia incide profondamente sulla vita delle persone, e delle famiglie, non è solo una diagnosi medica, ci sono costi aggiuntivi visto che il bambino non può mangiare come i suoi compagni e deve essere sempre accompagnato da un adulto: la nostra legge raccoglie proposte diverse e ha creato convergenze tra le diverse forze politiche, a partire dalle risorse stanziate per l’acquisto di alimenti, riconoscendo che esiste una necessità di tipo terapeutico”, ha ribadito Valentina Castaldini (Forza Italia).

“Il nostro primo dovere su problemi come questi è andare oltre le appartenenze politiche, andando incontro ai bisogni dei cittadini. Il tema è particolarmente importante, il collega Nicola Marcello ha presentato un primo progetto di legge. Il testo della maggioranza, diventato testo base, è arrivato dopo. Fratelli d’Italia ha portato avanti, con interventi migliorativi, un lavoro rilevante, tanto anche a Roma si sono occupati a più riprese dell’argomento. Sul tema celiachia, infatti, esiste già un quadro nazionale di riferimento”, he evidenziato Giancarlo Tagliaferri (FdI).

“La celiachia non è un’intolleranza alimentare, ma una malattia ed è molto importante lo screening. Per questo la legge in discussione è molto importante, in primo luogo per l’impegno per la prevenzione. La prevenzione, insieme all’inclusione e alla capacità di fare rete, rappresentano un passo in più per poter fare la differenza nella vita delle persone e delle loro famiglie”, ha spiegato Maria Costi (Pd).

“Prevenzione, conoscenza e sicurezza alimentare sono al centro del nostro impegno per la salute delle persone, per assicurare loro una vita la più tranquilla possibile garantendo equità e inclusione. La celiachia non è né un vezzo, né una scelta alimentare: è una malattia che non ammette deroghe”, ha fatto eco Niccolò Bosi (Pd).

“Con questa legge vogliamo affrontare anche gli aspetti relativi alla celiachia collegati con le conseguenze dell’aumento del costo della vita che stiamo affrontando in questi periodi. Questa legge si fa carico dei bisogni delle persone a partire dalla prevenzione e della cura”, ha sottolineato Alice Parma (Pd).

Per Ludovica Carla Ferrari (Pd) “questa proposta di legge passa da un concetto che è il cuore dell’impostazione delle politiche per la salute della nostra Regione, prevedendo una presa in carico a 360 gradi. Importante la parte sull’innovazione digitale, che permette ai pazienti una semplificazione nel rapporto con la sanità. Sarebbe importante una maggiore apertura anche a livello nazionale”.

Francesca Lucchi (Pd) ha commentato: “La celiachia incide sulla qualità della vita per cui questa legge rafforza il sistema di tutele intervenendo su diversi fronti. Un passaggio fondamentale di questa legge è l’inclusione scolastica, lavorativa e sociale. Non investiamo in un sistema nuovo ma diamo un valore nuovo a ciò che è già stato costruito negli anni. La prevenzione non è una scelta politica, è il motore che spinge il nostro sistema sanitario”.

Vincenzo Paldino (Civici) ha sottolineato l’importanza della diagnosi: “È fondamentale conoscere la malattia per poterla trattare in maniera adeguata. La celiachia non è solo una questione sanitaria ma anche sociale e non deve rappresentare un ostacolo per chi ne è affetto. La proposta di legge va in questa direzione, favorendo l’accesso alle prestazioni sanitarie e dando la possibilità di accedere in maniera semplice agli alimenti senza glutine”.

“La celiachia è una malattia che impatta sul quotidiano, la sfida è agire sul piano culturale per ridurre al minimo le occasioni di discriminazione. In particolare, da noi, che il cibo assume un ruolo centrale, non è semplice accettare una condizione limitante. Sul piano del cibo, comunque, va detto che sono stati fatti passi avanti, ma non basta”, ha sottolineato Valentina Ancarani (Pd) per la quale “con questa legge si riducono le differenze: la direzione intrapresa è quella giusta”.

Plaudendo al lavoro di condivisione svolto per arrivare alla definizione della legge, Paolo Calvano (Pd) ha sottolineato come il progetto tocchi da vicino migliaia di cittadini emiliano-romagnoli: “L’impegno della Regione non parte da oggi. La malattia è stata inserita nei Livelli essenziali di assistenza e attraverso la legge mettiamo a sistema una serie di azioni in modo ancora più efficace dando una cornice giuridica per poterle rafforzare. Altro aspetto centrale è creare maggiore consapevolezza attorno a questa malattia. Abbiamo voluto trattare questo tema in modo trasversale e l’auspicio è che possa avvenire altrettanto a livello nazionale affrontando questioni come, ad esempio, l’utilizzo dei buoni tra un mese e l’altro”.

“Su questo provvedimento c’è condivisione, c’è stato un lavoro faticoso per superare le iniziali frammentazioni. Questa legge rappresenta un punto di svolta per la sanità regionale, e anche per il welfare. Sosteniamo con forza questo testo, anche rispetto al monitoraggio e alla mappatura regionale del problema. E' importante poi il tema dell’utilizzo delle nuove tecnologie. Centrale, inoltre, l’aspetto dell’ampliamento delle reti ricettive, anche rispetto al comparto termale”, ha sottolineato Marta Evangelisti (FdI) in aula. Ha, quindi, concluso: “Il nostro è un voto convinto, anche responsabile. Diamo fiducia a questo percorso normativo che segna un punto di partenza”.

“Il nostro voto è positivo, rivolgiamo attenzione al percorso di vita delle persone celiaci, per ridurre le difficoltà quotidiane, anche rispetto al tema dell’inserimento sociale, come, ad esempio, sull’acquisto dei beni alimentari: vogliamo garantire a queste persone una vita più libera”, ha sottolineato Lorenzo Casadei (M5S). Ha, poi, rilevato sull’attività in regione: “La Regione Emilia-Romagna ha costruito strumenti importanti: l’introduzione di linee guida per le diagnosi, l’attivazione di buoni pasti elettronici, la gestione del credito attraverso il fascicolo sanitario elettronico e l’organizzazione della formazione degli operatori alimentari”.

(Cristian Casali, Lucia Paci e Luca Molinari)

Ultimo aggiornamento: 04-11-2026, 13:29