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La Regione verifichi quanto accaduto nei giorni scorsi all'ospedale di Cento, in provincia di Ferrara, dove al marito di una donna portata al pronto soccorso sarebbe stato suggerito di non recarsi con la moglie per evitare di aggravare la situazione di affollamento dell'ospedale, salvo poi imparare per caso che la moglie era già stata dimessa.
A chiederlo, con un’interrogazione discussa nel corso della commissione Politiche per la salute presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, è Fausto Gianella (FdI).
Secondo quanto riferito al consigliere una donna anziana sarebbe stata trasportata con urgenza presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Cento dopo aver chiamato il118 e al marito sarebbe stato richiesto di non accompagnare la coniuge presso la struttura sanitaria a causa dell'elevato afflusso di utenti. Il marito non avrebbe ricevuto alcuna comunicazione da parte della struttura sanitaria, contrariamente a quanto indicato, e, preoccupato per l'assenza di notizie, si sarebbe recato personalmente presso il Pronto Soccorso a notte inoltrata, apprendendo che la moglie era già stata dimessa.
“La donna sarebbe stata successivamente rintracciata durante la notte da una pattuglia delle forze dell'ordine mentre tentava di fare ritorno autonomamente alla propria abitazione", racconta il consigliere per il quale "negare la possibilità ad una signora anziana di poter contattare i familiari e dimetterla in piena notte viola qualsiasi principio di assistenza e gestione delle fragilità, oltre a mettere indirettamente a rischio la stessa incolumità della persona”.
Per Massimo Fabi, assessore alla Politiche per la salute, dalle verifiche fatte sarebbe emerso che la paziente sia stata informata della possibilità di essere accompagnata a casa da un familiare o attraverso i servizi sanitari e, secondo gli operatori, era lucida. "La signora ha dichiarato di essere in attesa del marito: non vedendola più all'ospedale hanno ipotizzato fosse stata raggiunta dal coniuge”, spiega Fabi che sottolinea come non si rilevano mancanze, e "con ogni probabilità si è trattato di un’incomprensione che non deve più verificarsi”. Per l’assessore il colloquio con il paziente, soprattutto se è fragile, deve dare un esito chiaro.
Anche per Gianella si è trattato di un disguido, “capisco la situazione degli operatori, so benissimo che fatica fanno, ma la signora era in stato confusionale visto che non capiva la strada di casa”.
(Giorgia Tisselli)
Ultimo aggiornamento: 27-07-2026, 12:44
