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“Le campagne di comunicazione istituzionale siano sempre in italiano”.

A chiederlo, in un’interrogazione, è Marta Evangelisti (FdI) il cui intervento prende le mosse dalle segnalazioni ricevute in merito al progetto “Le cure che nutrono: insieme, dalla gravidanza ai primi passi” che sarebbe pubblicizzato e divulgato sul territorio del comune e della Città Metropolitana di Bologna con volantini prevalentemente o totalmente in arabo.

“Voglio sapere come la Regione Emilia-Romagna, nell’esercizio delle sue prerogative di programmazione e riparto dei fondi sociali o di vigilanza sull’attuazione delle linee del PN Metro Plus, abbia concorso, in via diretta o indiretta (ovvero tramite quote di cofinanziamento, trasferimenti ai fondi distrettuali o budget assegnati all'Azienda USL di Bologna), alla copertura economica dei costi di ideazione grafica, traduzione, stampa, pubblicazione o affissione dei moduli informativi oggetto della presente segnalazione, indicando, in caso affermativo, l’esatto ammontare delle somme, il capitolo di spesa del bilancio regionale e l’atto amministrativo deliberativo di riferimento”, spiega Evangelisti. La capogruppo chiede anche “quali siano stati i criteri che hanno indotto gli enti attuatori a optare per l'esclusione o la drastica marginalizzazione della lingua italiana in una campagna informativa finanziata con denaro pubblico e rivolta alla collettività a bordo dei mezzi pubblici e se siano stati parallelamente predisposti, stampati e capillarmente diffusi materiali informativi identici in lingua italiana o in altre lingue diffuse sul territorio metropolitano (quali, a titolo esemplificativo, l’inglese, il rumeno, l’urdu), precisando quale sia il piano di ripartizione logistica dei diversi lotti e la tiratura complessiva dei materiali prodotti, dettagliata per singola lingua di traduzione”.

 (Luca Molinari)

Ultimo aggiornamento: 02-10-2026, 14:42