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Coprire gli incarichi vacanti del sistema dell’emergenza-urgenza.

Marta Evangelisti (FdI), in un’interrogazione, chiede alla Regione la mappatura aggiornata dei medici attualmente in servizio nei contingenti 118 di Bologna e Modena e quale sia il tasso di scopertura effettivo rispetto alle piante organiche teoriche necessarie a garantire la piena efficienza del servizio.

“Emerge un quadro estremamente allarmante, che certifica in modo inequivocabile la crescente demedicalizzazione e la perdita di attrattività del sistema dell’emergenza-urgenza emiliano-romagnolo, costretto a fare affidamento su reiterate procedure di reclutamento straordinario per colmare vuoti di organico ormai strutturali”, evidenzia la capogruppo di Fratelli d’Italia.

Dagli avvisi per il reclutamento del personale, emerge che per l’Azienda USL di Bologna la scopertura sarebbe di 15 incarichi complessivi, mentre per quanto riguarda l’Azienda USL di Modena, risultano vacanti 6 incarichi.

Inoltre, “le modalità di partecipazione previste dal bando aprono la platea non solo ai medici in graduatoria o per trasferimento, ma anche a medici privi di specializzazione completa. Sebbene l’inserimento dei medici in formazione rappresenti uno strumento utile per l’apprendimento sul campo - sottolinea la consigliera -, il ricorso sistematico e massiccio a figure ancora in itinere formativo per coprire i turni del 118 dimostra il fallimento delle politiche di programmazione della Giunta”.

Da qui la richiesta all'esecutivo regionale di adottare provvedimenti urgenti qualora i bandi per il secondo semestre 2026 dovessero andare parzialmente o totalmente deserti, al fine di "evitare la sospensione di automediche o la demedicalizzazione dei mezzi di soccorso nei territori più fragili e montani come Pavullo, Carpi, Mirandola e l’Appennino bolognese".

(Giorgia Tisselli)

Ultimo aggiornamento: 22-10-2026, 15:17