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Risolvere i problemi legati al ritardo nella consegna dei dispositivi “PEP mask” ai malati di fibrosi cistica, a partire dal caso di un bambino di un anno di Sasso Marconi, nel territorio della Città Metropolitana di Bologna.

A chiederlo, in un’interrogazione, è Marta Evangelisti (Fratelli d'Italia) che racconta come le sia stata sottoposta la situazione in cui versa un bambino di appena un anno di età, residente con la propria famiglia nel territorio del comune di Sasso Marconi, al quale è stata diagnosticata la fibrosi cistica.

“Recentemente, a seguito di regolare prescrizione medica specialistica rilasciata dal centro di cura regionale di riferimento, la madre del bambino ha provveduto a depositare regolare istanza e ad adempiere a tutte le formalità burocratiche richieste presso gli uffici competenti dell’Ausl di Bologna, Distretto Reno, Lavino e Samoggia, specificamente presso la sede territoriale di Casalecchio di Reno, ma – spiega Evangelisti – nonostante l’espletamento dell’iter documentale da parte della famiglia, il tempo ampiamente trascorso e i reiterati solleciti formali intrapresi dai genitori, l’Ausl di Bologna non avrebbe ancora provveduto alla consegna del set “PEP mask”, né avrebbe fornito alcuna motivazione o riscontro scritto in ordine al blocco della pratica”.

La consigliera sottolinea come la mancata consegna di questo presidio avrebbe di fatto impedito l’avvio della fisioterapia respiratoria prescritta dagli specialisti, esponendo un neonato di solo un anno a gravissimi, immediati e prevedibili rischi di complicanze polmonari e infettive, con potenziale compromissione permanente del suo quadro clinico.

Da qui l’atto ispettivo per chiedere alla Regione quali provvedimenti voglia assumere per sbloccare seduta stante l’iter autorizzativo e garantire la consegna materiale del dispositivo medico alla famiglia entro le prossime 24/48 ore.

Evangelisti invita la Giunta anche a verificare i tempi medi di risposta e di consegna dei presidi medico-protesici salvavita erogati dai Distretti dell’Ausl di Bologna, con particolare riferimento ai pazienti pediatrici affetti da patologie croniche e rare, e quali azioni strutturali di semplificazione amministrativa intenda avviare affinché le prescrizioni di dispositivi salvavita per patologie evolutive come la fibrosi cistica vengano evase in modalità automatica e diretta dal centro di cura specialistico alla distribuzione territoriale, azzerando i passaggi burocratici a carico delle famiglie dei pazienti.

(Luca Molinari)

Ultimo aggiornamento: 24-08-2026, 15:51