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La Giunta chiarisca quali siano le risorse finanziarie stanziate per dare attuazione al piano relativo alle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) nel territorio dell’Ausl di Bologna e dica se intenda aprire un tavolo di confronto urgente anche a seguito delle contestazioni espresse dai sindacati.

A chiederlo, con un’interrogazione alla giunta, è la capogruppo di FdI, Marta Evangelisti.

“Oggi, 1° ottobre, prende il via il cronoprogramma per le Aft sperimentali in distretti strategici quali Vergato, Budrio, Navile, Casalecchio di Reno e San Lazzaro di Savena, coinvolgendo una platea potenziale di decine di migliaia di assistiti - spiega Evangelisti -. Sul punto, si registrano forti preoccupazioni e contestazioni da parte dei sindacati. Il timore diffuso fra gli addetti ai lavori è che, lungi dall’estendere i servizi, la riforma possa tradursi in una formula contratta e penalizzante per l’utenza: quella di ‘ambulatori aperti solo poche ore’ a livello periferico. Si profila il rischio concreto di uno svuotamento dei piccoli studi medici capillarmente diffusi nei quartieri e nelle frazioni, a favore di una centralizzazione forzata delle attività nelle sole sedi centrali o Case della Comunità hub”.

Il modello delle Aft mira, in teoria, a garantire una continuità assistenziale sulle 12 ore diurne attraverso la condivisione di sedi, cartelle cliniche e percorsi diagnostico-terapeutici fra i medici di medicina generale operanti all’interno del medesimo bacino territoriale. Evangelisti, però, esprime perplessità: “Il territorio della Città Metropolitana di Bologna presenta una morfologia complessa e disomogenea, che spazia dall’area metropolitana densamente popolata alle zone montane e collinari dell’Appennino bolognese. In queste ultime aree, la presenza del medico di famiglia nel proprio studio locale costituisce un presidio sociale e sanitario vitale, la cui riduzione oraria aggraverebbe i fenomeni di spopolamento e di isolamento delle fasce di popolazione più fragili e anziane. La transizione verso il modello delle Aft avviene in un contesto di grave e cronica carenza di medici di medicina generale, accentuata dai pensionamenti non compensati da un adeguato turn-over e dal progressivo aumento dell'età media dei professionisti in attività. Uno scenario che rischia di tradursi in un insostenibile aumento del carico di lavoro e dello stress correlato per i medici rimasti in servizio”.

Da qui l’interrogazione alla Giunta per chiedere garanzie sul mantenimento dei servizi e per definire protocolli urgenti per regolare l’integrazione e il flusso di dati clinici tra i medici delle Aft e il personale operante nei Cau, come quelli attivi a Budrio e Vergato sulle 24 ore o a San Lazzaro, Casalecchio e Navile sulle 14 ore, al fine di scongiurare duplicati di prestazioni o vuoti nella presa in carico del paziente. All'esecutivo regionale si chiede anche se sia previsto un piano straordinario di reclutamento o di incentivi per i giovani medici che decideranno di convenzionarsi all’interno delle nuove Aft della Città Metropolitana di Bologna nonché quali misure intenda adottare per impedire che l’aumento dei carichi burocratici e dei turni obbligatori legati alla riforma provochi una fuga di professionisti verso la sanità privata o il pensionamento anticipato.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 01-10-2026, 12:24