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Tutelare il diritto allo studio, monitorare l’effettivo accoglimento delle domande di iscrizione alle scuole superiori e risolvere le criticità legate ai cambi di indirizzo scolastico a ridosso dell'inizio delle lezioni. Sono questi i temi al centro dell’interrogazione di attualità a risposta immediata presentata dal consigliere regionale Vincenzo Paldino (Civici).  

L'iniziativa muove dalla consapevolezza che la scelta della scuola superiore rappresenta un fattore determinante per le opportunità sociali, professionali e culturali dei giovani, specialmente in un contesto economico complesso in cui l'istituzione scolastica sembra non riuscire più ad incidere nella sua fondamentale funzione democratica di “ascensore sociale”. 

“A inizio 2025 avevamo sollevato il tema delle preiscrizioni scolastiche e delle difficoltà che incontrano le famiglie sull’accettazione delle domande nelle scuole - spiega Paldino -. In quell'occasione, l'Assessorato aveva confermato l'intenzione di avviare un monitoraggio con l'Ufficio scolastico regionale per armonizzare le domande e consentire a tutti di scegliere il destino e il futuro che maggiormente ritengono consono alle proprie inclinazioni”. 

“Oggi, tuttavia, si registra una nuova criticità segnalata dai territori e dalla stampa locale". Il riferimento è alla situazione di numerosi studenti che, a seguito delle verifiche per il recupero dei debiti formativi del primo o secondo anno, richiedono di cambiare corso o istituto, scontrandosi con l'impossibilità di essere ricollocati a causa di classi già formate per il nuovo anno scolastico. 

"La Regione Emilia-Romagna ha un ruolo fondamentale di impulso e raccordo istituzionale per garantire il diritto allo studio, come dimostrano le reiterate richieste al Ministero per ottenere adeguate risorse professionali e il costante contrasto agli effetti del dimensionamento scolastico", continua Paldino, che, pertanto, chiede alla Giunta di  fare il punto sui dati di monitoraggio dell'accoglimento delle domande, con un focus specifico sulle situazioni più fragili, come quelle degli studenti ripetenti o di chi sceglie un cambio di percorso a ridosso dell'avvio dell'anno.  

A rispondere è stata l’assessora alla Scuola, Isabella Conti. “I temi posti sono particolarmente cari alla Regione, che, già dallo scorso anno, ha introdotto per ragazzi e ragazze, con due milioni e mezzo di euro di investimento, sportelli dedicati all’orientamento e al riorientamento in tutte le Province. E questo per dare la possibilità di poter cambiare scuola anche in corso d’anno, senza perdere l’anno scolastico, perché non sempre, a 13 anni, si sceglie subito un percorso di studi perfettamente rispondente alle proprie attitudini. In tal senso, il riorientamento si è rivelato una risorsa strepitosa, perché le famiglie vi si rivolgono volentieri anche solo per un colloquio”. “Tuttavia, sul fronte della gestione delle iscrizioni, ci troviamo davanti a un processo farraginoso a livello nazionale che non ci permette di avere dati precisi. Poiché la materia rientra nelle competenze scolastiche e nel quadro delle disposizioni nazionali. Purtroppo, non abbiamo il vero termometro della situazione - va avanti Conti -. Tutto ciò, però, non significa che dobbiamo restare inermi o disinteressarci del problema. Dobbiamo invece potenziare il confronto con l'Ufficio scolastico regionale, anche investendo direttamente come Regione in percorsi di sostegno per favorire un possibile inserimento. Di questo e di molto altro parleremo il prossimo 24 e 25 novembre in occasione degli Stati Generali”.  

“Sono soddisfatto della risposta e conforta il fatto che la Regione è costantemente accanto alle famiglie per risolvere queste problematiche e per consentire a ragazze e ragazzi di seguire i propri sogni - ha concluso Paldino -. Questo è un tema prioritario che deve vedere tutti noi impegnati in prima linea, e i prossimi Stati Generali dovranno essere l'occasione ideale per confrontarsi e trovare soluzioni efficaci a queste criticità. C'è un aspetto, infine, che mi preoccupa particolarmente: tutte queste situazioni di difficoltà non devono in alcun modo spingere le famiglie a rifugiarsi nel privato che deve restare una scelta libera e consapevole e non deve diventare una necessità”.  

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 22-09-2026, 15:20