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La consigliera regionale Francesca Lucchi ha presentato un’interrogazione alla Giunta per conoscere lo stato di avanzamento della ricostruzione post alluvione in Emilia-Romagna, a tre anni dagli eventi che hanno colpito il territorio nel 2023 e nel 2024.

Con l’interrogazione, Lucchi ha chiesto un aggiornamento sulle opere realizzate, sulle criticità da risolvere e sulle risorse disponibili per completare gli interventi di messa in sicurezza e manutenzione del territorio.

Nell’atto la Consigliere evidenzia che sono programmati 6.011 interventi pubblici per circa 2,5 miliardi di euro Inoltre, il decreto-legge 65/2025 ha assegnato alla regione 919 milioni di euro per interventi di riduzione del rischio idraulico e idrogeologico.

Nella sua risposta, la sottosegretaria alla Presidenza della Regione Manuela Rontini ha evidenziato come ammontino a 360 milioni di euro i contributi concessi per il ripristino dei danni a famiglie, imprese e soggetti del terzo settore colpiti dalle alluvioni che hanno interessato l'Emilia-Romagna nel maggio 2023 e nel settembre-ottobre 2024, di cui 224,5 milioni risultano già erogati.

Secondo i dati aggiornati del portale della struttura commissariale, che oggi prevede anche il monitoraggio della ricostruzione privata, sono state istruite complessivamente 6.597 domande: 4.982 riguardano la ricostruzione residenziale, 1.606 le attività produttive e nove il terzo settore.

Sono state approvate nel corso del 2026 tre importanti ordinanze commissariali: la 60, che disciplina i contributi per la delocalizzazione di immobili a uso residenziale, la 61, per l’integrazione e la semplificazione delle attività in materia di ricostruzione relativamente alle imprese, la 63, che ha attivato il finanziamento agevolato assistito dal credito d’imposta per la famiglia che ha un danno superiore a 30mila euro.

Le opere concluse riguardano soprattutto gli interventi di somma urgenza e urgenti, mentre sono in corso di progettazione gli interventi più complessi, come la ricostruzione di edifici e infrastrutture completamente distrutti, che rappresentano circa il 60% del valore finanziario complessivo del Piano speciale di ricostruzione approvato dall'Ordinanza 57/2026.

Le disposizioni commissariali hanno definito le modalità di rimodulazione del Piano speciale di ricostruzione attraverso due fasi, ha spiegato Rontini. La prima riguarda il completamento degli interventi già finanziati, mentre la seconda prevede l'inserimento di nuove opere per il ripristino di danni ancora presenti sui territori colpiti, purché direttamente collegati agli eventi alluvionali.

“A luglio sono state trasmesse, da parte del Presidente sub-Commissario, le proposte di rimodulazione presentate dai soggetti beneficiari alla struttura Commissariale. È in corso di acquisizione da parte del Commissario straordinario il visto della Corte dei Conti al fine della pubblicazione dell’Ordinanza di rimodulazione del Piano speciale di ricostruzione. L’importo complessivo di integrazione finanziaria richiesto e correttamente istruito, rispetto al Piano vigente, risulta pari a 99.794.281,87 euro”.

Contestualmente è stata attivata anche la seconda fase, che prevede l’inserimento di nuovi interventi a finanziamento, limitatamente alle componenti riconducibili ad attività di riparazione e ripristino del danno direttamente derivante dagli eventi calamitosi e che preclude la funzionalità del bene o dell’infrastruttura pubblica.

Vista la richiesta di proroga da parte di diversi soggetti beneficiari, l’iniziale scadenza per la presentazione delle domande prevista al 15 settembre scorso è stata posticipata. Non si dispone pertanto al momento di un quadro complessivo né del numero né dell’importo delle domande: ci si attende però un fabbisogno importante, rispetto ai circa 370 milioni disponibili.

Venendo alla rendicontazione delle opere sostenute, Rontini ha ricordato come “Relativamente al ripristino dei danni pubblici va inoltre ricordato come in questi mesi la struttura commissariale è stata impegnata nella rendicontazione delle risorse stanziate dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE): si tratta complessivamente di 328.827.512,72 euro che hanno effettivamente contributo a finanziare parte del Piano speciale di ricostruzione. Entro i prossimi mesi dovranno essere predisposte la relazione finale di attuazione e la rendicontazione di spesa”. Si è conclusa positivamente anche la fase di controllo collegata agli interventi rendicontati nell'ambito della misura M2C4 del PNRR, consentendo il raggiungimento degli obiettivi previsti e il completamento degli adempimenti richiesti sulla piattaforma nazionale REGIS.

Infine, il Programma straordinario di interventi per la mitigazione della riduzione del rischio idraulico e idrogeologico: la sottosegretaria Rontini ha spiegato che le risorse per gli interventi ammontano, per l’Emilia-Romagna, a 919 milioni di euro, su dodici anni a partire dal 2027, risorse che verranno programmate: “a tutt’oggi sono stati formalmente stanziati nel bilancio dello Stato 120 milioni di euro sui primi tre anni, rispetto al miliardo di euro complessivamente previsto per le regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche”.

Rontini ha concluso il suo intervento ricordando come, visto che la pianificazione di bacino in corso di aggiornamento da parte dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po prevede un ingente numero di interventi strutturali lungo i corsi d’acqua, la Regione abbia attivato uno specifico gruppo di lavoro tecnico che sta lavorando per individuare i criteri di prioritizzazione delle opere e di stima dei relativi costi, con il coinvolgimento di un esperto nelle materie dell’idrologia e dell’idraulica di profilo accademico e della stessa Autorità di bacino.

“Un lavoro enorme, un lavoro che ci accompagnerà, un lavoro per il quale continueremo a rimanere aggiornati passo dopo passo” ha replicato la consigliera Lucchi, aggiungendo: “Ne va del futuro del nostro territorio, ma ne va anche della capacità del nostro territorio di resistere a eventi climatici estremi”.

Ultimo aggiornamento: 22-09-2026, 11:32