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La Regione monitori e garantisca che le fasi di screening dei cittadini di Paesi terzi previste dal nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo avvenga nel pieno rispetto del diritto alla salute, della dignità della persona e dei principi di universalità ed equità del Servizio sanitario regionale. 

A chiederlo è Giovanni Gordini dei Civici con un question time sottoscritto anche da Elena Carletti del Partito democratico che si riferisce in particolare al Regolamento (UE) 2024/1356 del Parlamento europeo e del Consiglio. 

Il consigliere ritiene che “nel rispetto della competenza esclusiva dello Stato in materia di immigrazione, la Regione non possa assumere un ruolo di mera passività rispetto a procedure che incidono in modo significativo sull'organizzazione del Servizio Sanitario Regionale e sulla concreta garanzia dei diritti fondamentali delle persone interessate” 

Gordini chiede inoltre alla Giunta “se ritenga opportuno adottare, anche in Emilia-Romagna, una disciplina regionale organica analoga a quella recentemente introdotta dalla Regione Toscana, che individui le strutture sanitarie competenti, le modalità organizzative delle prestazioni, le professionalità del Servizio sanitario regionale coinvolte e le forme di copertura economica degli oneri sostenuti dalle Aziende sanitarie”. 

La risposta della giunta è stata affidata all’assessore alle Politiche per la Salute Massimo Fabi: “a un mese esatto dal precedente question time, è giusto tornare sul tema che qualifica il livello di civiltà di una regione. Ritengo sia fondamentale che la nostra Regione sia attenta nei confronti di persone che vivono condizioni legate a particolari necessità e che i diritti di cittadinanza vengano garantiti così come previsto dalla Costituzione. 

I controlli alle frontiere sono di competenza dello Stato, mentre gli accertamenti sul territorio sono a cura del servizio sanitario regionale. La valutazione della salute di queste persone è affidata al medico e a una equipe multidisciplinare e nel momento in cui individuano situazioni di vulnerabilità fanno partire le procedure necessarie. Dal 12 giugno al 15 luglio sono arrivate 45 richieste e sono state effettuate 38 visite rese in media entro un giorno dalla richiesta. Continueremo con un monitoraggio mirato. Resta il tema degli oneri per le prestazioni rese a non residenti, la cui copertura non è prevista dal  Fondo Sanitario Nazionale. Si tratta di una questione strutturale che deve trovare risposta in sede nazionale “  

Nella sua replica Gordini ha ringraziato per l’impegno e ha sottolineato che “è evidente che siamo ancora in una fase di definizione degli accordi ed è fondamentale che ci sia omogeneità tra i territori”.  

(Irene Gulminelli) 

Ultimo aggiornamento: 21-07-2026, 12:38