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“Promuovere un piano straordinario di adattamento climatico per le aree urbane”. In un’interrogazione a risposta immediata in Aula, Paolo Burani (Avs) chiede alla Regione se, alla luce della nuova ondata di calore prevista a partire dal 7 luglio, del carattere ormai strutturale del fenomeno e dei risultati dello studio dell'Università di Bologna pubblicato su "Urban Climate" che confermano Bologna come "hot spot" del cambiamento climatico, con isole di calore notturne fino a 5°C più calde rispetto alle aree extraurbane e una persistenza del calore fino a 4-5 giorni dopo la fine dell'ondata, intenda promuovere un piano straordinario di adattamento climatico per le aree urbane che, sulla base delle evidenze scientifiche emerse, preveda interventi mirati differenziati per il caldo notturno, più verde urbano, materiali riflettenti, corridoi di ventilazione, e per il caldo diurno, ombreggiatura, raffrescamento evaporativo. Inoltre, se intenda avviare un coordinamento con il Governo per ottenere risorse straordinarie destinate specificamente all'adattamento delle città ai cambiamenti climatici, oltre a rafforzare le misure di protezione già in vigore per i lavoratori più esposti e per le fasce più vulnerabili della popolazione.
“Proprio in questi giorni – evidenzia Burani - un gruppo di ricerca dell'Università di Bologna ha pubblicato sulla rivista scientifica "Urban Climate" uno studio che utilizza Bologna come caso di studio per ricostruire la struttura tridimensionale del calore durante le ondate di caldo estremo. Bologna viene definita un "hot spot", un punto caldo del cambiamento climatico, a causa della sua posizione tra la Pianura Padana e l'Appennino, del centro storico medievale molto ampio, del clima subtropicale umido con estati calde, del raffreddamento notturno difficoltoso e della scarsa ventilazione. I risultati - continua il consigliere - mostrano che il riscaldamento urbano a Bologna non è uniforme: temperatura e accumulo di calore cambiano sensibilmente da un quartiere all'altro e anche in altezza, in funzione della densità edilizia, della presenza di verde, dei materiali e della ventilazione”, spiega Burani. Da qui l’atto con la richiesta di un piano straordinario.
"La nostra Regione, con i diversi settori e le diverse competenze in campo, è già molto attiva in termini di prevenzione e risposta alle ondate di calore che stanno effettivamente diventando la norma nei nostri territori. Non solo Bologna è considerata dai climatologi un hot spot del riscaldamento globale, ma tutta l’area del Mediterraneo e anche i nuovi scenari climatici, in corso di elaborazione da parte di ArpaE, ci confermano un trend in crescita delle temperature, in particolare nella stagione estiva, ma non solo. L’amministrazione regionale affronta il problema delle ondate di calore attraverso iniziative sia di risposta all’emergenza che di medio-lungo periodo, in considerazione del carattere di 'nuova normalità' che il caldo estremo sta purtroppo assumendo", spiega la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta Manuela Rontini per la quale "abbiamo avviato un’interlocuzione con il Governo per ottenere risorse straordinarie da destinare specificamente all'adattamento delle città ai cambiamenti climatici. È uno dei temi di cui stiamo parlando in tutte le diverse sedi istituzionali, a partire dalla Conferenza delle Regioni e delle sue Commissioni. Auspichiamo che, nella prossima Legge di bilancio, possa davvero esserci un’attenzione verso questo tema che è diventato centrale e riguarda il benessere dei cittadini, a partire da quelli più fragili, e delle nostre comunità. Mi corre però l’obbligo di evidenziare che nell’ultima Finanziaria, come noto (ne ha discusso anche quest’Aula), il Governo ha introdotto un taglio drastico - parliamo infatti di circa il 75% - alle risorse del Fondo per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino Padano, raccogliendo reazioni di severa critica da parte di tutte le Regioni, non solo dell’Emilia-Romagna. Pur con questa consapevolezza e con estremo rammarico, per parte nostra non smetteremo di chiedere che si mettano in campo azioni e risorse straordinarie per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Ne va del futuro del nostro Paese".
Alla luce delle parole di Rontini, Burani si dichiara soddisfatto perché “è un’emergenza climatica strutturale e lo certifica la sua risposta giusta ed equa. Purtroppo, il dibattito pubblico è surreale: da una parte ci sono gli scienziati del clima che continuano a produrre dati sempre più accurati e dall’altra ci sono i negazionisti che pensano di poter confutare decenni di ricerca dicendo che dobbiamo adattarci a un nuovo clima”.
(Giorgia Tisselli)
Ultimo aggiornamento: 07-07-2026, 11:35
