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L’Emilia-Romagna scommette sulla pace e la cooperazione internazionale. In un mondo sempre più segnato da quei conflitti che Papa Francesco chiamava “la terza guerra mondiale a pezzi”, la Regione rafforza il proprio impegno per il dialogo tra i popoli e l’educazione alla pace.
Lo fa con una proposta di legge della Giunta, illustrata oggi nel corso della commissione Scuola presieduta da Maria Costi i cui punti di forza sono l’istituzione della Giornata della Cooperazione internazionale, di un Tavolo regionale (organismo permanente di consultazione della società civile presieduto dal presidente della Regione) e di un Comitato per la pace dell'Assemblea legislativa. Per il 2027-2028 sono previsti interventi pari a 4 milioni di euro.
Alla proposta di legge della Giunta, scelto come testo base per la discussione, è abbinato un progetto di legge sempre sul tema della pace a prima firma Valentina Castaldini (Forza Italia) presentato lo scorso febbraio.
“Viviamo in un momento storico dove prepotenza e violenza sembrano avere il sopravvento sulla pace e sul diritto internazionale: per questo motivo questa legge è importante per riaffermare i valori e il lavoro che da sempre la Regione fa per la pace e la cooperazione internazionale”, spiega la presidente Maria Costi nell’introdurre i lavori della commissione durante la quale l’assessora alla Cultura Gessica Allegni e il delegato del Presidente della Giunta alle relazioni internazionali Luca Rizzo Nervo hanno presentato i progetto di legge. “Sono certa che grazie alla collaborazione con la relatrice di maggioranza Elena Carletti e quella di minoranza Valentina Castaldini sapremo fare un bel lavoro di sintesi”, spiega Allegni.
La legge in sintesi
Dal punto di vista operativo la legge si pone l’obiettivo di garantire maggiore vicinanza ai territori e maggiore rapidità nel rispondere alle emergenze umanitarie e un sempre più forte coinvolgimento dei giovani e del Terzo settore. Previsto poi il potenziamento della didattica della nonviolenza nelle scuole con il finanziamento di programmi di formazione e aggiornamento per gli insegnanti sui temi del dialogo interreligioso e della risoluzione pacifica dei conflitti.
La normativa abroga la legge 12 del 2002, per rispondere in modo più puntuale agli attuali scenari europei e mondiali e riaffermare i principi di solidarietà e ripudio della guerra. Per l'attuazione della nuova disciplina, la Regione ha già stanziato un budget di oltre 2 milioni di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2027 e 2028, mentre non sono previsti costi di gestione per il Tavolo regionale e il Comitato per la pace dell’Assemblea legislativa. Coloro che saranno chiamati a farne parte infatti non riceveranno indennità o gettoni di presenza.
Le novità
Tra le principali novità della riforma è previsto uno scudo per le emergenze umanitarie, in base al quale, in caso di conflitti armati, calamità naturali o epidemie all'estero, la Regione potrà intervenire anche al di fuori della programmazione ordinaria. Il presidente della Giunta avrà il potere di attivare fondi urgenti fino a 200mila euro per interventi immediati e indifferibili. Viene rafforzato il patto con il terzo settore e le università, valorizzando il ruolo delle associazioni di volontariato, delle cooperative sociali e degli atenei emiliano-romagnoli attraverso percorsi stabili di co-programmazione e tavoli di coordinamento tematici o per aree geografiche.
Il Tavolo per la pace
Per quanto riguarda il Tavolo regionale per la pace e i diritti umani, si tratta di un organismo presieduto dal Presidente della Regione che ne indica anche i componenti con lo scopo di supporto alla programmazione, attuazione e monitoraggio delle politiche regionali in materia di pace, diritti umani e cittadinanza globale.
In carico all’Assemblea legislativa viene costituito il Comitato per la pace e i diritti umani, con funzioni conoscitive e consultive a supporto dell’attività dell’Assemblea. Il Comitato promuove attività di elaborazione conoscitiva e proposte, nonché iniziative seminariali, attività di studio e raccolta e diffusione di buone pratiche. La disciplina della composizione, costituzione e funzionamento è rimessa all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa.
(Lucia Paci e Luca Molinari)
Ultimo aggiornamento: 15-10-2026, 11:42
