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“Il Governo deve adeguare il piano di gestione nazionale del lupo”. La richiesta arriva dalla commissione Politiche economiche presieduta da Luca Quintavalla che ha discusso due relazioni della Giunta sul tema lupi. Argomento su cui esistono anche due petizioni popolari che chiedono una diversa modalità di gestione di questi animali selvatici.

Nelle relazioni presentate dalla Giunta si evidenzia l’impegno della Regione Emilia-Romagna nel monitorare e gestire le situazioni di maggiore criticità, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa nazionale. Viene anche segnalato come il Piano di gestione nazionale della specie non sia più adeguato alla situazione attuale e, pertanto, sia necessaria una sostanziale revisione. Invece, per quanto riguarda le attività realizzate dalla Regione, nei documenti si fa riferimento alla strategia complessiva che comprende l’approccio tecnico-scientifico, il monitoraggio e la gestione delle situazioni di criticità, l’informazione e la sensibilizzazione della cittadinanza. È attivo dal 2018 un sistema di riconoscimento all’interno del meccanismo degli Aiuti di Stato per contributi in caso di danni e a partire dal 2025 sono state ampliate le possibilità di riconoscimento di danni indiretti e, parallelamente, sono state supportate misure di prevenzione attraverso bandi annuali regionali.  Infine, la Regione dal 2025 è operativa nell'intervenire con mezzi di dissuasione come i proiettili di gomma anche grazie alla specifica formazione rivolta alle Polizie Locali Provinciali e Metropolitana e ai Carabinieri forestali regionali.

Prima del voto favorevole sulle due relazioni della Giunta, la commissione è stata teatro di un'accesa discussione fra i gruppi consigliari con Pd e Civici che hanno sottolineato la bontà e l’equilibrio dell’azione di viale Aldo Moro e il centrodestra che, invece, ha chiesto interventi più radicali.

Il dibattito

Priamo Bocchi (FdI): “Parliamo di un problema importante che le nostre comunità montane, gli allevatori e i cittadini stanno vivendo, con la popolazione dei lupi sempre più aggressiva e danni agli allevamenti e animali domestici. Il quadro è complesso e in divenire da quando la Commissione europea ha declassato lo status di protezione del lupo (portandolo da rigorosamente protetto a protetto), in quanto c’è un adeguamento normativo in corso. Ma c’è un atteggiamento eccessivamente prudente dell’Emilia-Romagna contrariamente ad altre Regioni. Un eccessivo processo di scarica barile che chiama in causa Ispra o il Governo. Credo la Regione possa fare di più”.

Daniele Valbonesi (Pd): “Il tema è molto complesso perché pur parlando di una specie che da secoli vive con gli uomini, la società moderna non sempre vive questa convivenza in maniera razionale. Il censimento è complicato, il lupo si sposta di decine di chilometri ogni giorno, e azioni regionali hanno poco senso di fronte a una strategia gestionale che deve essere complessiva. Abbiamo un piano di emergenza nazionale del 2002 e questo impone al Ministero di fare modifiche. La Regione sul tema ha messo impegno e risorse, facendo da apripista per molti aspetti. Fughe in avanti, come ha fatto la Regione Piemonte, non sono auspicabili, in quanto vanno oltre quanto previsto a livello legislativo. Bisogna chiedere al Governo di darci strumenti più chiari”.

Nicola Marcello (FdI): “La scorsa settimana è stata depositata la nuova legge nazionale di revisione sulla caccia e la sinistra ha fatto opposizione, comportamento riprovevole. Non ritengo che quanto stia facendo la Regione Piemonte sia un passo troppo avanti, in quanto un’opera di censimento regionale come nelle Marche deve essere fatta. Bisognerebbe agire con più concretezza e responsabilità: sarebbe opportuno affrontare la revisione della normativa senza ostruzionismo”.

Lorenzo Casadei (M5s): “La posizione del Movimento 5 Stelle non è di negazione perché il problema esiste. Bisogna sostenere gli allevatori e fornire rimborsi, cosa che in Emilia-Romagna avviene. Condividiamo l’impostazione sulla prevenzione e il coordinamento territoriale della Regione. Però, non possiamo votare a favore di misure regionali che, pur contenendo interventi condivisibili, reclamano dal Governo le azioni più efficaci. Quindi non parteciperò al voto. Per noi la gestione del lupo non deve essere orientata all'attività venatoria. È una scelta controproducente e illogica, dato che si sta chiedendo al mondo venatorio di fare di più quando sono sempre meno i cacciatori”.

Paolo Burani (Avs): “Queste petizioni nascono da problemi reali, ma non significa che ne condivida le proposte. Le relazioni richiamano soprattutto il quadro normativo nazionale, ma deve essere affiancata da un’azione più forte a livello amministrativo. Non credo che gli abbattimenti siano la soluzione: un ecosistema non si governa con il piombo; invece, il Governo apre di più alla caccia.  Il lupo non è solo una specie protetta, è un pezzo fondamentale del nostro ecosistema, svolge una funzione che nessuno può sostituire artificialmente. Abbiamo fatto il massimo per riportarlo quando era quasi scomparso. Per noi è un errore quanto è stato fatto a livello europeo. Il valore della specie non dovrebbe dipendere dal consenso che riscontra in quel momento storico. Pertanto non parteciperemo al voto”.

Tommaso Fiazza (Lega): “Sento un chiaro massaggio contrario alla caccia, ma se non ci fosse chi la pratica dovremmo incaricare del personale che lo faccia di mestiere e trovare le risorse per retribuirlo. Trovo le petizioni condivisibili, mentre nelle relazioni della Giunta si dice che, siccome a livello statale non c’è una normativa chiara, si fa quello che si riesce. Vediamo che all’interno della maggioranza c’è una forte spaccatura e questo va a pregiudicare la direzione verso un piano di controllo. Oggi quello che i lupi stanno attaccando è il cane domestico ma è solo una questione di tempo perché l’attacco arrivi alle persone”.

Fausto Gianella (FdI): “Un lupo percorre in media 250 chilometri al giorno e preda in branco per sostenere il nucleo familiare. Quando i gruppi sono più numerosi c’è il fenomeno dei lupi di dispersione che sono alla mercé di sé stessi e per sostenersi non sono in grado di assalire animali di grande dimensione. La selezione serve per dare la possibilità al lupo di vivere in pace con l’uomo, inoltre, vengono dette molte bugie sul disegno di legge in materia di caccia: non è vero che si può sparare in spiaggia e le zone di caccia sono persino diminuite. Ci sono più specie cacciabili, ma sono quelle il cui numero di esemplari è aumentato in maniera esponenziale”.

Alessandro Aragona (FdI): “La discussione ci dice che un pezzo di sinistra non condivide nulla di quello che i cittadini hanno chiesto nelle petizioni, come se non avessero manifestato problematiche vere. Le petizioni sollevano problemi gravi che ormai interessano tutte le province. Non solo, un pezzo di maggioranza ci dice che le relazioni portate dalla Giunta non sono condivise. In questa riposta si vede tutta l’impossibilità di agire della Giunta: più di tanto in questa Regione non si può fare se no su questo tema la maggioranza salta”.

Marco Mastacchi (Rete civica): “Pur consapevoli che ci muoviamo in un recinto normativo stretto, bisogna dare quantomeno un segnale che la Regione si fa carico di questo problema e capisce l’impatto che il problema ha sul territorio. Non si può parlare solo di difesa ma creare le condizioni affinché le attività vengano svolte. Non si parla solo di produzioni agricole ma anche più marginali: animali da cortile o animali d’affezione. Inoltre, c’è un impatto sui cani da caccia o da tartufo e sulla fauna selvatica. Un impatto sanitario e sul turismo in montagna”

Consapevole di quanto fatto fino ad oggi, e con il fine di dare informazioni corrette ai cittadini e comprendere l'effettivo perimetro entro cui si muove la Regione nella gestione del lupo, Alice Parma (Pd) ha chiesto come vengono applicati i nuovi piani Ispra: dalla risposta dei tecnici presenti in commissione è emerso che quello di Ispra è un protocollo sperimentale che non è stato oggetto di approvazione formale e per una reale applicazione mancano pertanto atti del Governo.

Nel suo intervento Parma ha anche invitato a restare nel merito del problema, parole accolte con favore da Ferdinando Pulitanò (FdI).

(Giorgia Tisselli)

Ultimo aggiornamento: 30-06-2026, 14:12