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Applicare il principio del salario giusto, come previsto dal recente decreto del Governo, a tutto il personale della Regione, degli enti strumentali e delle società partecipate. A chiedere questo impegno alla giunta con una risoluzione è Ferdinando Pulitanò (FdI).

“La proliferazione incontrollata della contrattazione collettiva ha dato vita al cosiddetto dumping contrattuale, che prevedono condizioni economiche e normative inferiori rispetto a quelle stabilite dai CCNL sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. – spiega il consigliere - La Regione Emilia-Romagna, attraverso la propria organizzazione, le società partecipate, gli enti strumentali e il sistema degli appalti pubblici, rappresenta un rilevante attore economico e datore di lavoro. Il rispetto di adeguati livelli retributivi – continua Pulitanò - costituisce elemento essenziale per garantire dignità del lavoro, qualità dei servizi e concorrenza leale tra imprese”.

Per l’esponente meloniano la Regione deve “recepire e applicare tali principi in modo pieno e coerente, anticipando e rafforzando l’attuazione delle norme nazionali, - inoltre, - è necessario estendere tali obblighi non solo ai dipendenti diretti, ma anche a tutta la filiera degli appalti e delle forniture”. Infine, il consigliere sottolinea l’importanza della valorizzazione delle parti sociali e dei corpi intermedi “come presidio di equità, rappresentanza e qualità del lavoro”.

Per questo, impegna la Regione anche a garantire che, nei rapporti di lavoro indiretti, inclusi appalti, subappalti, concessioni e affidamenti, sia applicato il trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e a promuovere la trasparenza retributiva, prevedendo nei bandi e negli avvisi pubblici l’indicazione del contratto collettivo applicato e dei livelli retributivi.

(Giorgia Tisselli)

Ultimo aggiornamento: 10-06-2026, 12:58