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La Regione prosegua il proprio impegno per sostenere, nell’ambito del negoziato sulla revisione dei parametri di riferimento Emission trading system (Ets) 2026-2030, la competitività e la continuità produttiva del settore ceramico. In particolare, valuti l’introduzione di correttivi specifici per il settore delle piastrelle di ceramica al fine di garantire condizioni di competitività eque, continuità produttiva e salvaguardia dell’occupazione qualificata nel distretto ceramico emiliano-romagnolo. È quanto chiede il Partito democratico con un’interrogazione a prima firma Ludovica Carla Ferrari.
Sottolineando come il settore ceramico rappresenti una delle principali realtà industriali dell’Emilia-Romagna, Ferrari ha spiegato che “il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l’Ets, costituisce uno dei principali strumenti dell’Unione europea per la riduzione delle emissioni climalteranti e prevede, per i settori maggiormente esposti al rischio di rilocalizzazione delle attività produttive verso Paesi caratterizzati da vincoli ambientali meno stringenti, il riconoscimento di quote gratuite di emissione. Il comparto ceramico rientra tra i settori riconosciuti come esposti al rischio di rilocalizzazione delle emissioni, in ragione dell’intensità energetica dei processi produttivi e della significativa esposizione alla concorrenza internazionale”.
“La Regione Emilia-Romagna - ha proseguito la consigliera - ha già assunto importanti iniziative per rappresentare in Europa le esigenze del comparto ceramico e le criticità derivanti dall’applicazione del sistema Ets. Gli obiettivi europei di decarbonizzazione devono essere perseguiti tenendo conto degli investimenti già realizzati dalle imprese, evitando di determinare condizioni di svantaggio competitivo per imprese che operano con elevati standard di efficienza e sostenibilità. La tutela del distretto ceramico emiliano-romagnolo è una priorità strategica per la salvaguardia di un sistema produttivo che genera valore, occupazione qualificata, innovazione e competitività internazionale. L’auspicio è che attraverso la revisione in corso a livello europeo si possano individuare soluzioni capaci di coniugare gli obiettivi della transizione ecologica con quelli della politica industriale europea”.
L’interrogazione è sottoscritta anche da: Fabrizio Castellari, Matteo Daffadà, Lodovico Albasi, Luca Giovanni Quintavalla, Niccolò Bosi, Vincenzo Paldino, Barbara Lori, Francesco Critelli e Maria Costi.
(Lucia Paci)
Ultimo aggiornamento: 21-10-2026, 17:05
