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Sostenere e valorizzare il centro ricerche Enea del Brasimone, rendendolo fulcro della strategia regionale e nazionale per la transizione energetica e la decarbonizzazione; nel contempo, avviare e mantenere una costante interlocuzione con il Governo, per agevolare l'attuazione degli investimenti statali e privati previsti sul sito, garantendo supporto infrastrutturale e massima semplificazione amministrativa.
Sono gli impegni contenuti nella risoluzione presentata dalla capogruppo di FdI Marta Evangelisti e sottoscritta anche dal consigliere dello stesso gruppo assembleare, Alberto Ferrero.
“La sicurezza energetica e l'indipendenza dalle forniture estere rappresentano pilastri imprescindibili per la competitività del sistema industriale italiano soprattutto alla luce dei mutati e instabili scenari geopolitici globali - affermano i firmatari -. La transizione ecologica deve essere affrontata con pragmatismo e neutralità tecnologica, integrando nel mix energetico fonti stabili, sicure, continue e a zero emissioni di gas serra, come il nucleare di IV generazione”. Proprio sul punto, i consiglieri evidenziano come il centro ricerche Enea del Brasimone rappresenti storicamente un sito di riferimento internazionale nel settore nucleare, ancor più oggi per la sperimentazione sui reattori veloci refrigerati a metallo liquido pesante di IV generazione. Proprio in questo polo, infatti, è in fase di sviluppo, il progetto "Precursor", il primo prototipo al mondo destinato a simulare il funzionamento dei futuri mini-reattori commerciali, posizionando l’Emilia-Romagna all'avanguardia assoluta della ricerca globale.
“Il Governo ha ripetutamente confermato l’interesse strategico nazionale per il sito del Brasimone – proseguono da FdI – e anche il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla, ha espresso un'apertura pragmatica in relazione al futuro energetico del polo, dichiarando che l'Emilia-Romagna è pronta ad accettare la sfida della fusione nucleare”. Da qui l’atto di indirizzo per chiedere impegni precisi alla giunta regionale tra i quali anche la collaborazione attiva con il governo per l'inserimento del polo del Brasimone all'interno del nascente quadro normativo e regolatorio nazionale dedicato ai reattori modulari di IV generazione, agevolando la creazione di una filiera industriale integrata e "Made in Italy", promuovendo accordi con le università emiliano-romagnole per favorire la nascita di competenze altamente specializzate, a vantaggio del progressivo sviluppo socio-economico dell'Appennino.
(Brigida Miranda)
Ultimo aggiornamento: 02-10-2026, 11:01
