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La Consulta degli emiliano-romagnoli e la Scuola di Ravenna protagonisti di "Mosaici in dialogo", il convegno che si è tenuto a Lisbona e Coimbra, in Portogallo, nei giorni scorsi.

Il progetto, ideato e promosso dall'Associazione degli Emiliano-Romagnoli nella Penisola Iberica (AERPI) di Lisbona e finanziato dalla Consulta nell'ambito del bando Attività Ordinarie 2026, ha il pregio di valorizzare il lavoro tanto della Consulta quanto della città di Ravenna, che del mosaico è capitale internazionale.

A fare gli onori di casa nel tour in Portogallo è stato il presidente della Consulta Matteo Daffadà che ha ricordato come “Mosaici e azulejos abbiano la stessa luce la stessa luce: da una parte ci sono le piccole tessere di pietra, marmo, vetro e oro dei mosaici di Ravenna, dall'altra le piastrelle di ceramica smaltata degli azulejos portoghesi. Entrambi hanno la stessa capacità di catturare la luce e restituirla in una forma nuova". È da qui – spiega il presidente Daffadà – che nasce "Mosaici in dialogo", un gemellaggio tra due patrimoni culturali straordinari, tra arte paleocristiana e bizantina e cultura ispano-moresca, ma anche tra territori, comunità e persone. Ho incontrato una giovane associazione portoghese vivace e piena di idee e ho toccato con mano quanto ancora possiamo fare insieme”.

“La due giorni non ha smentito le attese”, sottolinea Daffadà, per il quale “è stato un incontro culturale in cui l'esperienza del mosaico e della scuola di Ravenna è stata raccontata davanti alle più alte cariche istituzionali, e in cui si sono rafforzate le relazioni tra università e centri di ricerca dei due Paesi. Le caratteristiche di questo progetto rispondono pienamente agli obiettivi di mandato della Consulta e della Regione Emilia-Romagna: valorizzare il nostro patrimonio nel mondo, coinvolgere le nuove generazioni e far lavorare insieme le nostre comunità all'estero”.

Protagonista delle Giornate Europee del Patrimonio in Portogallo, l'iniziativa ha registrato un grande successo di pubblico. Ha coinvolto università, centri di ricerca, municipi, studiosi e appassionati nel costruire un ponte culturale e scientifico tra Italia e Portogallo attorno all'arte musiva. Ravenna, capitale mondiale del mosaico tardo-antico e bizantino, ha incontrato Coimbra, con il suo sito Patrimonio Mondiale "Universidade de Coimbra – Alta e Sofia", e le rovine di Conímbriga, la principale città romana del Portogallo.

Le istituzioni e la scuola di Ravenna

Le giornate hanno visto la partecipazione delle più alte cariche istituzionali: l'Ambasciatore d'Italia in Portogallo Claudio Miscia, il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Lisbona Stefano Scaramuzzino, l'assessore alla Cultura e al Mosaico del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia, l'assessore alla Cultura di Lisbona Diogo Moura e Sílvia Ribau di Turismo Centro de Portugal. Erano presenti anche il direttore del MAR – Museo d'Arte della città di Ravenna Roberto Cantagalli e il direttore del Museu Nacional de Conímbriga Vítor Dias. A Coimbra i lavori si sono svolti al Museu Nacional de Machado de Castro, in collaborazione con l'Università di Coimbra.

Al centro del progetto c'è stata la scuola del mosaico di Ravenna. Il Liceo Artistico Nervi-Severini ha portato in Portogallo la propria tradizione con gli interventi della docente Elisa Simoni e con le dimostrazioni dal vivo dell'allieva Eleonora Maldini, che ha realizzato un mosaico secondo la tecnica ravennate. Ricercatori di università e centri di ricerca portoghesi, a partire dall'Università di Coimbra e dal CEGOT, hanno affrontato il mosaico da prospettive diverse: archeologia, archeometria, conservazione e tecnologie digitali.

(Luca Molinari)

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Ultimo aggiornamento: 25-09-2026, 11:08