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“La Regione fa bene a investire sulla pace e la cooperazione internazionale”. Dopo il sostegno espresso la scorsa settimana da parte di associazioni e mondo del volontariato, durante la commissione Scuola, presieduta da Maria Costi, convocata oggi, è emerso un parere favorevole al progetto di legge della Giunta a cui ne è abbinato uno sullo stesso tema di Forza Italia.

Aprendo i lavori della commissione, la presidente Maria Costi ha ricordato "come questa legge poggi sui principi scritti nello Statuto della Regione Emilia-Romagna. Partendo da un patrimonio forte, aggiorniamo le norme agli scenari internazionali".

I due progetti di legge hanno ricevuto parere favorevole anche in commissione Cultura e Parità, presieduta da Elena Carletti, la quale ha sottolineato come “il tema del progetto di legge sia importante per il futuro delle relazioni di questa Regione”.

Le proposte sono state presentante dalle due relatrici, Elena Carletti (Pd) per la maggioranza e Valentina Castaldini (FI) per la minoranza, che hanno condiviso l’importanza dei progetti di legge e di un confronto reciproco sul tema della pace.

Più articolata la posizione dei consiglieri regionali: se il centrosinistra è stato compatto nel promuovere il progetto di legge, da parte del centrodestra sono emersi dubbi non tanto sulla finalità, ma sulle modalità di applicazione della legge, sulle quali si chiede chiarezza.

Le relatrici

“Stiamo parlando di un progetto di legge che tocca temi di grande attualità: dalla valorizzazione della tradizione della Regione in materia di cooperazione internazionale alla necessità di ribadire i valori e il nostro impegno per la pace. La Regione Emilia-Romagna vuole, in primo luogo attraverso il coinvolgimento delle scuole, confermare l’impegno per la pace, la democrazia e la concordia”, spiega Carletti. "In queste settimane - ha proseguito - abbiamo potuto ascoltare il mondo delle associazioni e quelle componenti della società civile che in questi anni si sono mobilitato sui temi della pace. Cooperazione internazionale e promozione della cultura della pace sono azioni che devono viaggiare su binari paralleli e coinvolgere in particolare i giovani. Un aspetto molto complesso che affronta questa legge è il dialogo interreligioso, un tema sfidante in una società molto cambiata in questi anni, affinché la religione sia elemento di confronto e dialogo".

“Esprimo soddisfazione per il fatto che la mia proposta di legge venga abbinata a quella di Giunta e che le mie istanze siano state valutate favorevolmente.  Il lavoro e il contributo costruttivo di questi mesi sono stati utili e hanno trovato un positivo riscontro: ora occorre fare un passo in avanti sul tema della cooperazione internazionale, coinvolgendo soggetti e proposte nuove rispetto al passato, a partire da un diverso rapporto tra Giunta e Assemblea legislativa, facendo diventare le sinergie strutturali”, spiega Castaldini. Che sottolinea: "Molte delle proposte della legge della Giunta, dalla Giornata della Pace al Tavolo per la Pace, erano già contenute nella proposta di legge di Forza Italia". La consigliera ha poi evidenziato come “la cooperazione non si possa esaurire nel mero stanziamento di risorse, ma debba sostanziarsi in capacità di prossimità e condivisione della vita delle persone. Una nuova legge è necessaria anche perché è cambiato il contesto nel quale siamo chiamati a operare”.

L'assessora alla Cultura

L’assessora alla Cultura Gessica Allegni ha ricordato che la proposta di legge “parte dalla necessità di aggiornare le nostre politiche e i nostri strumenti sul tema della pace e della cooperazione, anche alla luce dei conflitti scoppiati nel mondo in questi anni. Uno degli elementi innovativi della legge è l’istituzione del Tavolo regionale per la pace e i diritti umani: una funzione fondamentale di coordinamento dovrà essere svolto dalla Scuola di educazione alla pace di Montesole”.

Il dibattito

Per Ludovica Carla Ferrari (Pd) "in una Regione come l'Emilia-Romagna, pioniera sulle politiche di pace, è importante adottare una normativa con strumenti innovativi. Con questa legge si ampliano gli orizzonti e si stimolano le persone a far sì che attraverso il volontariato si concretizzino i progetti di pace e di sostegno per popoli e territori che ne hanno necessità. Fondamentale il coinvolgimento delle università per portare progetti e conoscenze nei Paesi dove c'è bisogno di competenze. Questa legge sa stimolare energie dal basso ed è uno degli aspetti più positivi".

Paolo Burani (Avs) ritiene che "la Regione, attraverso la nuova legge, possa mettere a disposizione competenze nei territori dilaniati da conflitti e serie difficoltà. La cultura della pace è strettamente legata alle condizioni dei territori e delle loro comunità, a partire dai bisogni essenziali, come nutrirsi. E se la crisi climatica mette sotto pressione le risorse, questa legge potrà incidere positivamente sulle situazioni internazionali. Quando un progetto parla di pace e cooperazione, chiudiamo il cerchio sui principi basilari della nostra Regione".

Simona Lembi (Pd) ha sottolineato come "questa legge sia fondamentale per dare forza alle relazioni internazionali, soprattutto in un momento storico segnato dai conflitti. Positivo che le associazioni che si occupano di cooperazione, ascoltate in udienza conoscitiva, abbiano condiviso le finalità della normativa". Lembi ha poi evidenziato "l'impegno del femminismo nel sostenere una cultura di pace e la necessità di coinvolgere gli oltre 300 Comuni del territorio quali leve concrete per promuovere una cultura di pace".

Valutando positivamente la legge, Elena Ugolini (Rete Civica) ha chiesto un bilancio complessivo dell'applicazione della legge del 2002 "per capire cosa ha funzionato e cosa è importante cambiare per migliorarne l'efficacia. È importante precisare quali sono i risultati ottenuti con le risorse investite, quali sono gli obiettivi raggiunti e quali quelli mancati. La nostra Regione dovrebbe avere attenzione affinché nelle nostre scuole sia possibile avere punti di vista diversi sul tema della pace e dare priorità a interventi che garantiscano continuità nel tempo".

Per Niccolò Bosi (Pd) “questo aggiornamento della legge 12 offre strumenti fattivi ai nostri cittadini e alle nostre cittadine nel rispetto delle altre culture e tradizioni. Visti i conflitti a cui assistiamo quotidianamente il sostegno al dialogo come strumento di pace è prezioso per l’intera comunità”.

Maria Costi (Pd) ha sottolineato che “in tema dei diritti umani la legge è più che mai opportuna in questo momento. La nostra Regione non diminuisce le risorse in questo campo in un momento storico in cui tendono, invece, a essere tagliate”.

Luca Rizzo Nervo, delegato alle politiche migratorie e alla cooperazione internazionale del Presidente della Regione, ha spiegato che "ci sono margini di miglioramento per la valorizzazione della cooperazione sanitaria all'interno della legge, al fine di riconoscere il valore dei professionisti sanitari coinvolti nei progetti. Produrremo dei report annuali sul lavoro svolto". Ha poi aggiunto che “il nuovo testo di legge conferma l’impianto della legge 12 del 2002 ma lo adegua alla normativa nazionale del 2014 e alle novità del codice del terzo settore. La legge accompagna, inoltre, il nuovo ruolo della Regione nella cooperazione internazionale”.

La legge in sintesi

La Regione Emilia-Romagna scommette sulla pace e lo fa con un progetto di legge della Giunta, e a cui è abbinato un progetto di legge a prima firma Valentina Castaldini (Forza Italia), il cui obiettivo è potenziare la didattica della nonviolenza nelle scuole con il finanziamento di programmi di formazione e aggiornamento per gli insegnanti sui temi del dialogo interreligioso e della risoluzione pacifica dei conflitti. È prevista anche l’introduzione della Giornata della Pace e di quella della Cooperazione internazionale, oltre che del Tavolo regionale per la pace e del Comitato per la pace dell'Assemblea legislativa.

Per il 2027-2028 sono previsti interventi pari a 4 milioni di euro per sostenere le varie iniziative, mentre non sono previsti costi di gestione per il Tavolo regionale e il Comitato per la pace dell’Assemblea legislativa. Coloro che saranno chiamati a farne parte infatti non riceveranno indennità o gettoni di presenza.

La normativa proposta dalla Giunta, inoltre, abroga la legge 12 del 2002, per rispondere in modo più puntuale agli attuali scenari europei e mondiali e riaffermare i principi di solidarietà e ripudio della guerra.

Le novità

Fra le principali novità della riforma è previsto uno scudo per le emergenze umanitarie, in base al quale, in caso di conflitti armati, calamità naturali o epidemie all'estero, la Regione potrà intervenire anche al di fuori della programmazione ordinaria. Il presidente della Giunta avrà il potere di attivare fondi urgenti fino a 200mila euro per interventi immediati e indifferibili. Viene rafforzato il patto con il terzo settore e le università, valorizzando il ruolo delle associazioni di volontariato, delle cooperative sociali e degli atenei emiliano-romagnoli attraverso percorsi stabili di co-programmazione e tavoli di coordinamento tematici o per aree geografiche.

Il Tavolo per la pace

Per quanto riguarda il Tavolo regionale per la pace e i diritti umani, si tratta di un organismo presieduto dal Presidente della Regione che ne indica anche i componenti con lo scopo di supporto alla programmazione, attuazione e monitoraggio delle politiche regionali in materia di pace, diritti umani e cittadinanza globale.

In seno all’Assemblea legislativa viene costituito il Comitato per la pace e i diritti umani, con funzioni conoscitive e consultive a supporto dell’attività dell’Assemblea. Il Comitato promuove attività di elaborazione conoscitiva e proposte, nonché iniziative seminariali, attività di studio e raccolta e diffusione di buone pratiche. La disciplina della composizione, costituzione e funzionamento è rimessa all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa.

(Lucia Paci)

Ultimo aggiornamento: 29-10-2026, 15:20