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Un milione di euro all’anno per il triennio 2026-2028 per sostenere le famiglie in temporanea difficoltà economica ed escluse dai tradizionali canali bancari. 

Con il voto favorevole del centrosinistra e l’astensione del centrodestra, la commissione Politiche economiche presieduta da Luca Quintavalla ha approvato il progetto di legge della Giunta sul microcredito, che ora passa all’esame dell’Aula dell’Assemblea legislativa per la discussione e il voto finale. La commissione ha approvato anche alcuni emendamenti, fra i quali quelli di Vincenzo Paldino (Civici) per coinvolgere maggiormente enti locali e Terzo settore nell’applicazione della legge, di Luca Sabattini (Partito democratico) per prevedere forme di educazione alla gestione delle proprie risorse per i beneficiari, di Lorenzo Casadei (Movimento 5 Stelle) per introdurre forme di collaborazione tra questa legge e altri interventi sul microcredito in Emilia-Romagna, di Alessandro Aragona (FdI) perché i criteri di assegnazione delle risorse stabiliti dalla Giunta seguano a un’informativa preventiva nella competente commissione assembleare, e due di Marco Mastacchi (Rete civica) per introdurre una valutazione della sostenibilità finanziaria degli interventi e per una valutazione biennale degli effetti della legge.

Il progetto di legge è una misura che offre piccoli prestiti a condizioni agevolate per evitare il rischio di usura e sovraindebitamento. Per il centrosinistra si tratta di una buona norma di cui si auspica l’approvazione ad ampia maggioranza, mentre il centrodestra sottolinea come sia una proposta di legge che non dà le garanzie necessarie per l’uso di denaro pubblico a beneficio di chi, indipendentemente dai motivi, vive già in una situazione debitoria con il rischio di aggiungere “debito a debito”. 

La proposta di legge

La proposta di legge nasce dall’analisi del contesto socioeconomico dell’Emilia-Romagna, dalla quale emerge come il rischio di povertà o esclusione sociale si attesti all’8,2%, coinvolgendo 366mila residenti. La percentuale di chi vive in condizioni di grave indigenza è salita dall’1,3% all’1,7%, mentre le disuguaglianze nei redditi restano stabili: la povertà relativa colpisce il 6,7% della popolazione, pari a 299mila persone. Il progetto di legge stanzia un totale di 3 milioni per i primi tre anni per alimentare un apposito Fondo regionale di garanzia e azzerare o abbattere i tassi di interesse. I beneficiari residenti in Emilia-Romagna potranno accedere a finanziamenti fino a un massimo di 10mila euro per nucleo familiare, senza dover presentare garanzie reali (come l’ipoteca sulla casa) e da restituire entro cinque anni.

Il microcredito si rivolge a chi vive una temporanea vulnerabilità dovuta a disoccupazione, cassa integrazione, sopraggiungere di una non autosufficienza o spese impreviste non derogabili. Il prestito non è a fondo perduto e serve a coprire esclusivamente i bisogni primari quali spese mediche urgenti, canoni di affitto e bollette di luce e gas, tasse scolastiche e materiale per l’istruzione dei figli, interventi urgenti per la messa a norma o l’efficienza energetica della casa. In collaborazione con l’Ente nazionale per il microcredito (Enm), ogni beneficiario sarà seguito gratuitamente da tutor specializzati in educazione finanziaria con l’obiettivo di supportare le famiglie a gestire correttamente il proprio bilancio mensile, accompagnandole verso una reale autonomia economica. 

(Luca Molinari)

Ultimo aggiornamento: 29-09-2026, 15:45