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La Regione si impegni per contrastare il fenomeno dei matrimoni forzati. A chiederlo, in un’interrogazione, è Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia) che ricorda come “i drammatici dati emersi dal primo rapporto regionale dell’Associazione 'Trama di Terre', relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025, tratteggino un quadro estremamente allarmante e radicato in Emilia-Romagna, certificando una realtà strutturale che non può più essere derubricata a semplice questione episodica o culturale. Nel corso del periodo monitorato, i 16 servizi antiviolenza regionali coinvolti nella rilevazione hanno registrato e preso in carico ben 58 donne, per la maggior parte giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, senza purtroppo escludere la presenza di minorenni, provenienti principalmente da contesti migratori quali Bangladesh, Pakistan e Marocco”.
Numeri alla mano, Evangelisti sottolinea come “dall'analisi statistica del medesimo report emerga un dato agghiacciante in merito al tempismo e all’efficacia dei soccorsi: nell’89,7% dei casi le vittime sono riuscite a rivolgersi ai servizi di supporto quando il matrimonio forzato era già stato purtroppo celebrato, a fronte di un esiguo e insufficiente 10,3% di richieste pervenute in una fase propriamente preventiva. Il quadro della violenza domestica e comunitaria appare pervasivo: nel 94,8% dei casi è stata accertata una violenza psicologica costante, nell’87,9% una violenza fisica e nell’86,2% minacce gravi, a cui si sommano la violenza economica, le privazioni sessuali, la sottrazione coatta dei documenti e la coercizione alla gravidanza. Soltanto il 36,2% delle donne censite ha avuto la possibilità o la forza di rivolgersi autonomamente e per via diretta ai centri antiviolenza, mentre nel 65,5% dei casi l'attivazione dei percorsi di protezione è avvenuta grazie a soggetti terzi, individuati principalmente nella rete di prossimità territoriale composta da scuola e servizi sociali”.
Da qui l’atto ispettivo per chiedere alla Giunta di intervenire per prevenire questo fenomeno, anche attraverso percorsi di formazione specifici, obbligatori e continuativi per il personale scolastico, sanitario e dei servizi sociali, affinché dispongano di indicatori chiari per riconoscere i primi segnali di coercizione o di isolamento delle giovani ragazze.
Evangelisti chiede alla Regione anche di promuovere, di concerto con gli Uffici scolastici territoriali, un monitoraggio stringente e sistematico delle assenze prolungate e degli abbandoni scolastici delle studentesse minorenni appartenenti a specifiche comunità straniere, al fine di scongiurare il rischio di trasferimenti forzati nei Paesi d’origine a scopo di matrimonio.
(Luca Molinari)
Ultimo aggiornamento: 01-10-2026, 11:38
