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Cultura come momento di partecipazione e di crescita democratica. Cultura come valorizzazione di biblioteche, teatri, musei, case-museo, spazi pubblici, riconoscimento del welfare culturale, sviluppo delle imprese culturali e creative, sostegno alle nuove competenze professionali.
Questi i punti di forza della nuova legge regionale sulla Cultura, frutto di un lungo percorso partecipativo, presentata oggi dall’assessora Gessica Allegni nel corso della commissione Cultura presieduta da Elena Carletti e i cui relatori sono Niccolò Bosi (Partito democratico) per la maggioranza e Ferdinando Pulitanò (Fratelli d’Italia) per la minoranza: per Bosi si tratta di una legge che tiene insieme il diritto alla cultura con la riqualificazione dei luoghi culturali, mentre Pulitanò parla di progetto ambizioso, ma che difficilmente raggiungerà gli obiettivi preposti anche perché mancano interventi su alcune parti della storia italiana.
La legge, inoltre, propone la valorizzazione degli spettacoli dal vivo e del cinema, il sostegno alle case editrici regionali, quello al mondo della musica e della danza, come richiesto anche da risoluzioni approvate dall’Assemblea legislativa. Propone, poi, il riconoscimento del welfare culturale, lo sviluppo delle imprese culturali e creative, il sostegno alle nuove competenze professionali. La legge prevede di potenziare l’attività per la memoria del ‘900, estendendone le attività anche al XIX secolo, con progetti specifici sul Risorgimento e sulla nascita del tricolore, visti come momenti fondativi della democrazia italiana.
“La cultura è uno strumento fondamentale della nostra democrazia e dello sviluppo dell'Emilia-Romagna e i luoghi della cultura sono infrastrutture democratiche su cui si basa la possibilità di crescita, l’inclusione delle nostre comunità e la competitività dei territori: per questo abbiamo lavorato a un testo che non si limita a semplificare e armonizzare il quadro normativo, ma mette in relazione patrimonio, creatività, innovazione, partecipazione e sviluppo dei territori, ponendo particolare attenzione all’accessibilità, alle reti, alla partecipazione, all’inclusione sociale, alla sostenibilità e alla riduzione delle disuguaglianze territoriali”, spiega l’assessora Allegni, per la quale “valorizziamo tutto quello che rende ricco e vitale il nostro ecosistema culturale: dai musei alle biblioteche, dagli archivi allo spettacolo dal vivo, dal cinema all’editoria fino alle imprese culturali e creative, che rappresentano una componente sempre più dinamica della nostra economia. Introduciamo il welfare culturale come elemento qualificante delle politiche regionali: questa è una legge moderna, stabile e capace di accompagnare la crescita del nostro sistema culturale nei prossimi anni e di rafforzarne il ruolo nelle politiche pubbliche”.
I relatori
“Questa legge va nella giusta direzione perché opera per garantire l'accesso alla cultura alla più ampia parte possibile della popolazione e tiene insieme due cardini: partecipazione dei cittadini alla cultura e valorizzazione dei luoghi della cultura, come dimostrato dall'impegno nella riqualificazione dei luoghi della cultura”, spiega il relatore di maggioranza Niccolò Bosi (Pd) per il quale “va molto bene l'impegno per la memoria del ‘900 a cui si affianca la novità di quello per la storia dell’800. Sì dà così realtà all’auspicio che fece l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che, parlando della storia, invitava a perseguire le tre R: Risorgimento, Resistenza, Repubblica”.
“È una legge ambiziosa, ma che farà fatica a riassumere in un unico testo i tanti provvedimenti in materia di cultura attualmente vigenti”, spiega il relatore di minoranza Ferdinando Pulitanò (FdI), che ricorda: “L’idea della riqualificazione dei luoghi della cultura è interessante, ma penso che ci saranno tanti problemi nel renderla operativa, perché ci saranno conflitti con la legge regionale sull’urbanistica che già tanti problemi ha dato a chi vuole fare investimenti. Più in generale questa è una legge che ha delle carenze: ci sono pagine della storia italiana che sono state completamente ignorate”.
La legge in sintesi
La nuova proposta di legge quadro regionale sulla Cultura prevede un’unica cornice normativa per dare maggiore coerenza e slancio alle politiche culturali dell’Emilia-Romagna, riconoscendo la cultura come diritto di cittadinanza, fattore di benessere delle persone, motore di innovazione e leva di sviluppo economico e sociale dei territori. Fra gli elementi più innovativi figurano il sostegno alle nuove competenze professionali e la promozione della rigenerazione urbana a base culturale. La legge si prefigge di riconoscere il welfare culturale e di valorizzare le imprese culturali e creative. Il testo consolida poi il sistema regionale delle biblioteche, degli archivi, dei musei e degli istituti culturali, incentivando la cooperazione, lo sviluppo delle reti territoriali, la condivisione di servizi e competenze e un accesso sempre più diffuso alla conoscenza.
Grande attenzione viene riservata anche alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale, dei paesaggi culturali e dei siti riconosciuti dall'Unesco, considerati parte integrante dell'identità regionale. Le norme sull’editoria del libro, inoltre, sono inserite in un contesto di filiera e collegate agli interventi di promozione della lettura nell’ambito di uno specifico capo della legge.
Vengono confermati e rafforzati gli strumenti di sostegno allo spettacolo dal vivo, alla produzione musicale, al cinema e all'audiovisivo, alla promozione culturale e alle manifestazioni storiche. La legge consolida il ruolo della Film Commission e della Music Commission regionali e introduce nuove misure dedicate ai locali di musica dal vivo e alla qualificazione delle scuole di musica, teatro, danza e cinema, riconoscendo il valore della formazione artistica di base come investimento strategico per il futuro del settore.
Un capo specifico è dedicato alla storia e alla memoria dell'età contemporanea. La nuova disciplina, infatti, amplia l'attuale normativa sulla memoria del Novecento estendendola all'intero percorso della storia contemporanea, comprendendo anche il Risorgimento, la nascita del Tricolore e i processi che hanno condotto all'Unità d'Italia e alla nascita della Repubblica. Un ampliamento che rafforza il legame fra memoria, educazione civica, valori costituzionali e formazione delle giovani generazioni. La proposta di legge, infine, introduce nuovi strumenti di programmazione pluriennale, rafforza le attività di osservazione e monitoraggio del settore e prevede risorse dedicate per accompagnare l'attuazione delle politiche culturali regionali.
(Luca Molinari)
Ultimo aggiornamento: 18-09-2026, 09:10
