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Rivedere gli attuali massimali del “Patto per la casa Emilia-Romagna”, prevedendo una loro modulazione non soltanto in funzione della superficie o del numero di vani dell’immobile e della numerosità del nucleo familiare, ma anche delle differenti condizioni del mercato locativo nei diversi territori regionali, fermo restando il carattere calmierato della locazione.
A chiederlo è, in un’interrogazione, Francesco Sassone (FdI) che invita l’esecutivo regionale a procedere a un monitoraggio degli effetti del “Patto per la casa Emilia-Romagna”, ovvero del programma della Regione per ampliare l’offerta di alloggi in locazione a canoni calmierati.
Sassone vuole sapere se la Regione abbia effettuato, dall’avvio del Programma nel 2023 ad oggi, una valutazione circa l’adeguatezza degli attuali massimali di 800 e 650 euro mensili, con particolare riferimento agli alloggi di maggiore superficie e maggior numero di vani destinabili a nuclei familiari numerosi e quanti siano gli alloggi complessivamente messi a disposizione nell’ambito del "Patto per la Casa", suddivisi per classi di superficie e numero di vani, e quanti di questi siano stati assegnati a nuclei familiari di quattro o più componenti.
Il consigliere chiede, inoltre, in quanti casi il canone concordato determinato sulla base degli accordi territoriali vigenti sia risultato superiore al massimale riconoscibile dal programma e quale sia stata, in tali casi, la differenza tra il canone risultante dall’accordo territoriale e il limite massimo previsto dal Regolamento e se siano stati rilevati casi nei quali proprietari di alloggi di maggiore metratura abbiano rinunciato ad aderire al Programma, ovvero non abbiano concluso il contratto di locazione, in ragione della differenza tra il canone concordato applicabile all'immobile e il massimale riconoscibile.
(Luca Molinari)
Ultimo aggiornamento: 02-10-2026, 10:44
