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L’assestamento 2026 della Regione Emilia-Romagna punta sulla sicurezza, tanto che sono previsti 4 milioni di euro per la sicurezza urbana e in particolare per quanto riguarda le stazioni ferroviarie, negli ultimi tempi sempre più teatro di fenomeni criminali.

È quanto è emerso nel corso della commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti che è entrata nel merito dei temi di propria competenza della manovra da 140 milioni di euro proposta dalla Giunta. Misure finanziarie che, fra le altre voci, contemplano investimenti in sanità e welfare (26,5 milioni di euro), piano casa (6 milioni di euro), riqualificazione della costa (10 milioni di euro), messa in sicurezza delle strade (18 milioni di euro), imprese (11,4 milioni); agricoltura (4,5 milioni), hub urbani e di prossimità (8 milioni),  la sperimentazione del il nuovo servizio extrascolastico per le bambine e i bambini delle primarie, dal 31 agosto al 14 settembre (3 milioni di euro), e la conferma dell’impegno per l’innovazione tecnologica a partire dal sostegno al Tecnopolo di Bologna (21 milioni di euro).

L’assestamento 2026 si inserisce in un contesto descritto da un lato dal Rendiconto 2025, da cui emerge come l’Emilia-Romagna, con un rapporto debito/Pil pari allo 0,20%, sia la Regione meno indebitata d’Italia, e dall’altro dal Defr, il Documento di economia e finanza che conferma come, nonostante la grave situazione internazionale segnata dalle guerre in Ucraina, Iran e Medio Oriente, l’Emilia-Romagna abbia una crescita superiore alla media nazionale sia per quanto riguarda il Pil, sia per quanto riguarda le esportazioni. 

L’assestamento 2026 e il Rendiconto 2025 sono stati illustrati dai due relatori, Fabrizio Castellari (Pd) per la maggioranza, Fausto Giannella (FdI) per l’opposizione: Castellari ha ricordato come la manovra della Giunta tenga insieme sviluppo e coesione sociale, mentre Giannella ha sottolineato come restino i problemi in sanità, a partire dalle liste d’attesa.

L’assestamento si inserisce in una cornice rappresentata dal Defr, il documento di economia e finanza illustrato dalla relatrice di maggioranza Maria Laura Arduni (Pd) e dal relatore di minoranza Alberto Ferrero (FdI). Per Arduini la crescita del Pil emiliano-romagnolo superiore alla media italiana è anche frutto delle scelte della Regione di investire in ricerca, scuola e servizi pubblici, mentre per Ferrero le scelte della Regione sono conservative e non affrontano i veri problemi come il taglio di sprechi della Pubblica amministrazione.

A Francesca Lucchi (Pd) per la maggioranza e Nicola Marcello (FdI) per la minoranza, invece, il compito di illustrare i contenuti del Defr, il “più tecnico” dei documenti collegati all’assestamento, ovvero lo strumento destinato alla semplificazione amministrativa, che quest’anno  ha portato all’abrogazione di 17 leggi regionali, approvate tra il 1981 e il 1990, ritenute ormai superate dai tempi e da nuovi dispositivi legislativi regionali.

Nel corso del dibattito il centrosinistra ha promosso l’attività della Giunta, sottolineando gli impatti favorevoli all’economia e alla tenuta del tessuto sociale e sollecitando uno scatto da parte del Governo, mentre il centrodestra ha bocciato l’amministrazione regionale ritenendo le politiche regionali troppo datate e incapaci di incidere sui problemi della sanità.

Per la Giunta l’assessore al Bilancio Davide Baruffi ha sottolineato come le misure contenute nella manovra estiva siano anticicle e strutturali, a differenza di quanto avviene a livello nazionale. Baruffi, inoltre, ha rilanciato l’allarme energia, sottolineando come serva una politica energetica nazionale da parte del Governo e del Parlamento.

La parola ai relatori

Rendiconto 2025 e Assestamento. Fabrizio Castellari (Pd) ha sottolineato la solidità dei conti regionali: "Il rendiconto costituisce la base su cui si imposta l’assestamento, recependo i risultati finanziari e permettendo di mettere in campo nuove risorse. Il giudizio di parifica della Corte dei Conti è netto e positivo: il calo del disavanzo sanitario, passato dai 194 milioni del 2024 ai 54 milioni del 2025, apre la prospettiva di un totale azzeramento in questo 2026. La relazione dei revisori e il giudizio di parifica offrono una fotografia chiara della stabilità dei conti dell’Emilia-Romagna. Fra le priorità di questo assestamento: mettere in sicurezza la sanità pubblica, rafforzare i servizi per la non autosufficienza, garantire la sicurezza del territorio raddoppiando le risorse per la manutenzione, sostenere il trasporto pubblico locale, per il quale avremmo bisogno di un supporto decisamente maggiore da parte del livello statale, e mantenere un'alta attenzione alle famiglie”.

Fausto Gianella (FdI), replicando al collega di maggioranza, ha dichiarato: "La mia lettura del rendiconto è un po’ diversa. Quando si discute un rendiconto, è fondamentale distinguere i numeri dalla politica: i primi dicono cosa è successo, mentre la seconda deve spiegare perché è accaduto e chi ne ha sostenuto i costi. Già lo scorso anno avevamo evidenziato le criticità della sanità regionale e la sua dipendenza da coperture straordinarie, oltre ai dubbi sulla sostenibilità di alcune scelte. A distanza di un anno, molti di quei problemi sono ancora presenti. La risposta della Giunta è stata quella di intervenire sul fronte del peso fiscale sui cittadini, aumentando l'addizionale Irpef, il bollo auto e il ticket sanitario, a cui si aggiungerà anche l'aumento dell'Irap. I miglioramenti degli indicatori sono stati pagati direttamente dagli emiliano-romagnoli. Qui non si discute solo di numeri ma di un modello amministrativo che, di fronte alle difficoltà, sceglie di chiedere sacrifici ai cittadini invece di interrogarsi sulle proprie scelte organizzative”.

Defr. Maria Laura Arduini (Pd), nell’illustrare la sua relazione, ha evidenziato: "Continua il percorso di riequilibrio in sanità, con l'obiettivo del pareggio di bilancio. A questo si aggiunge il rafforzamento del Fondo per la non autosufficienza, volto a dare risposte a oltre 200mila famiglie e cittadini non autosufficienti. È necessario, tuttavia, un adeguato sostegno da parte dello Stato per poter erogare servizi sempre più complessi in base all’aumento delle richieste. Affrontiamo un contesto nazionale e internazionale difficile, ma questa Regione non rinuncia a investire. Le criticità non mancano, ma i dati oggettivi dimostrano che il nostro territorio continua ad avere indicatori sociali ed economici migliori rispetto alla media nazionale”.

Alberto Ferrero (FdI), nell’evidenziare la congiuntura critica a livello internazionale, ha sottolineato: “Ci saremmo aspettati un approccio diverso di fronte a questo contesto. Questo Defr mantiene un impianto conservativo: siamo di fronte a un’operazione di cosmesi politica per portare avanti una narrazione autocelebrativa, volta a descrivere una Regione impeccabile nei risultati e nei traguardi. Tuttavia, un’analisi rigorosa dei dati e dei flussi di bilancio smentisce questa rappresentazione, portando a galla i nodi irrisolti del passato e una cronica incapacità di aggredire gli sprechi. La totale assenza di autocritica e il rifiuto di riconoscere i propri errori amministrativi rendono questo documento del tutto inadeguato. Questo momento storico richiede riforme strutturali e coraggio, elementi che questa amministrazione ha preferito, ancora una volta, escludere dalla propria agenda”.

Refit. Francesca Lucchi (Pd): “Si tratta di un provvedimento più tecnico degli altri, ma con un risvolto politico: abbiamo abolito leggi superate e previsto misure di semplificazione amministrativa a partire dai Comuni che gestiscono gli arenili, così come interventi sulla costa e nel settore dell’ambiente e per aumentare la tutela e la valorizzazione del gioco per i bambini”.

Nicola Marcello (FdI): “Ho fatto il relatore del Refit anche l’anno scorso e vedo che lo spirito è sempre lo stesso: trovo importanti le norme sul gioco, ma questa Regione ha bisogno di sempre maggiore semplificazione”.

Il dibattito

Priamo Bocchi (FdI) ha espresso forti critiche, dichiarando: "Ritengo questo documento debole e non all’altezza delle sfide che attendono questa regione. Si tratta di grandi enunciazioni di principio che non lasciano intravedere misure davvero utili per il territorio e per i cittadini. In questo anno e mezzo, la sanità non ha mostrato una direzione chiara sulle politiche da attuare per risolvere i disservizi e i problemi di sostenibilità finanziaria. Fatico a leggere in questo documento soluzioni concrete che possano in qualche modo tranquillizzarci. Un'altra nota dolente riguarda la competitività delle nostre imprese. In questo momento di difficoltà, il tessuto produttivo si aspetterebbe dalla politica regionale un maggiore sostegno, in modo da essere messo in condizione di essere realmente competitivo. Anche la politica energetica di questa Regione si dimostra contraddittoria, fumosa e decisamente lontana dalle reali esigenze delle imprese”.

Maria Costi (Pd), intervenendo sul tema della sanità, ha dichiarato: "Il giudizio di parificazione della Corte dei Conti sottolinea la necessità di maggiori risorse statali, a causa dell’aumento della spesa farmaceutica e dei costi per il personale dipendente. Il bilancio regionale sulla parte sanitaria, nonostante il disavanzo, mostra comunque un risultato soddisfacente in linea con gli obiettivi indicati nel DEFR, anche grazie all'alleanza strategica avviata con i medici di medicina generale e con la medicina territoriale. Guardando ai temi dell'internazionalizzazione e dell’attrattività, puntiamo a portare la spesa in ricerca e sviluppo verso il 3%. Un altro pilastro fondamentale è rappresentato dalle politiche educative e dell’infanzia: abbiamo aumentato le risorse del 44% per far fronte al calo demografico e per rafforzare il sistema integrato 0-6 anni. Infine, lo sport si conferma un fattore chiave di benessere e coesione sociale su cui continuiamo a credere con investimenti importanti”.

Elena Ugolini (Rete Civica), intervenendo nel dibattito, ha evidenziato la necessità di una verifica sui risultati: "È fondamentale mettere in relazione gli esiti del 2025 con il Defr 2027-2029. Per poter valutare correttamente il nuovo documento, dovremmo prima conoscere i risultati concreti raggiunti con la programmazione precedente, verificando se le aspettative si sono realizzate o se il mutato contesto nazionale e internazionale imponga un cambio di priorità. Nel Defr si indica il contrasto alla denatalità e il sostegno alla genitorialità come priorità politica, ma manca ancora un piano unitario che quantifichi le risorse destinate a questo tema, sul quale è attivo un intergruppo in cui stiamo lavorando. Sarebbe importante che la Giunta assumesse impegni precisi in merito. Infine, sebbene il deficit sanitario sia diminuito, è indispensabile che questo documento strategico indichi chiaramente le misure che la Regione intende adottare per migliorare l’efficienza e l’efficacia del servizio sanitario, con azioni tangibili sulle liste d’attesa, sul potenziamento della chirurgia meno complessa e sulla riduzione dei divari territoriali”.

Alessandro Aragona (FdI) ha dato atto al governo nazionale dei risultati raggiunti: "Il Piano Mattei esiste e funziona e sono stati sbloccati ingenti investimenti grazie agli accordi di sterilizzazione, che rappresentano un elemento virtuoso dell'azione di governo. In questo modo viene restituita un po' di verità, superando la tendenza a chiamare sempre in causa le mancanze altrui. Sul fronte regionale, il tema della sanità resta un grande vulnus: le segnalazioni che maggiormente arrivano dai territori riguardano la poca chiarezza sulla programmazione degli interventi, a partire dai Cau fino alle Case della comunità nelle quali non si sa bene quali servizi saranno introdotti. Lo stesso vale per il trasporto pubblico locale: gli oltre 200 milioni di euro stanziati per eliminare decine di passaggi a livello sembrano appartenere a un libro dei sogni, dal momento che il nuovo Prit non è ancora nato e le linee di indirizzo sull'azienda unica regionale dei trasporti restano del tutto vaghe”.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 08-07-2026, 18:00