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“Attivare un censimento accurato per quantificare l’entità economica complessiva dei danni subiti dalle produzioni agricole imolesi, a causa del recente blocco totale dei prelievi idrici dal Santerno”.
La richiesta arriva, con un’interrogazione alla giunta, da Marta Evangelisti (FdI).
“Il monitoraggio idrologico stagionale coordinato dall’Arpae e l’applicazione dei rigidi parametri legati al deflusso minimo vitale – spiega la consigliera – hanno imposto nelle scorse settimane il blocco totale dei prelievi idrici dai corsi d’acqua del bacino imolese, con particolare riferimento ai fiumi Santerno e Senio: questa misura ha comportato la contestuale chiusura delle paratie della diga e la conseguente e repentina messa in secca dello storico canale dei Molini di Imola, un’infrastruttura idrica artificiale che viene alimentata interamente dalle acque derivate dal fiume Santerno”. Per Evangelisti “la totale e prolungata assenza di flusso idrico all’interno del canale ha generato rilevanti problemi agli imprenditori agricoli del comprensorio imolese, le cui colture estive in pieno campo e i frutteti di pregio si sono improvvisamente trovati in una condizione di estrema e insostenibile sofferenza idrica: solo a seguito del passaggio di una recente perturbazione meteo, che ha interessato parzialmente il territorio imolese, Arpae ha parzialmente revocato il divieto, anche se la quantità attualmente erogata risulta del tutto insufficiente a soddisfare il reale fabbisogno irriguo”.
La capogruppo sottolinea come "da anni le rappresentanze del mondo agricolo sollecitano le istituzioni regionali affinché si passi da una logica puramente emergenziale a una vera strategia programmatoria, accelerando in modo deciso sulla progettazione, sul finanziamento e sulla rapida esecuzione di invasi, piccoli bacini di accumulo aziendali e grandi invasi consortili, ritenuti gli unici strumenti idonei a trattenere l’acqua piovana nei mesi invernali e primaverili per renderla disponibile durante i picchi di siccità estiva”.
Evangelisti, nel chiedere l’attivazione di un tavolo di crisi, vuole sapere dall’esecutivo regionale “quali strumenti straordinari di sostegno finanziario o di compensazione economica intenda introdurre, anche attraverso la rimodulazione di fondi europei o regionali, per indennizzare in tempi rapidi le aziende agricole che hanno subito cali produttivi o la perdita delle colture a causa della secca del canale dei Molini”. Chiede, poi, di sapere “se la Ggiunta non ritenga necessario semplificare drasticamente l’iter burocratico e autorizzativo per la realizzazione di laghetti interaziendali e piccoli invasi privati, riducendo i tempi di risposta degli uffici regionali e agevolando le aziende che intendono investire in proprio per aumentare la propria resilienza climatica”.
(Cristian Casali)
Ultimo aggiornamento: 21-07-2026, 15:16
