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La Regione faccia chiarezza su quando avvenuto nel bacino del Santerno e del Canale dei Molini nel territorio della Città Metropolitana di Bologna sia accertando le responsabilità di quanto avvenuto sia per trovare le risorse per indennizzare chi ha subito danni.
A chiederlo, in un’interrogazione, è Marta Evangelisti (FdI) che ricorda come “il monitoraggio idrologico stagionale della portata dei corsi d’acqua superficiali, coordinato e aggiornato con cadenza settimanale dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione, l’Energia e l’Ambiente dell’Emilia-Romagna (Arpae), ha evidenziato una drastica e prolungata contrazione dei livelli idrici nel bacino idrografico del fiume Santerno: questo deficit idrico strutturale ha formalmente fatto scattare lo Stato di blocco emergenziale di terzo livello, un provvedimento amministrativo vincolante che impone l’immediato e totale divieto di qualsiasi tipo di prelievo idrico dai corpi idrici superficiali per garantire la sopravvivenza biologica del fiume stesso. In esecuzione di tale vincolo normativo, la Direzione Generale della Regione ha ordinato l’immediato azzeramento dei flussi derivati, costringendo il Consorzio del Canale dei Molini all’immediata e completa chiusura delle paratoie di alimentazione posizionate all’altezza dello snodo della diga di Codrignano”.
Per Evangelisti “il blocco totale e indiscriminato dei prelievi irrigui colpisce duramente il comparto primario nel momento più critico dell’annata agraria, privando le aziende agricole del circondario imolese e della pianura bolognese della risorsa idrica indispensabile al sostentamento delle colture frutticole e dei seminativi: il rischio concreto e immediato è la perdita totale dei raccolti stagionali, con conseguenti danni economici incalcolabili per le imprese del territorio e per l’intera filiera agroalimentare di qualità dell’Emilia-Romagna”.
(Irene Gulminelli)
Ultimo aggiornamento: 08-07-2026, 11:43
