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Rendere noto a quando risale la contaminazione delle acque sotterranee a Cadriano, frazione di Granarolo dell'Emilia, nel bolognese.
La richiesta arriva, con un’interrogazione alla giunta regionale, da Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia).
“Nella frazione del comune bolognese di Granarolo dell’Emilia – spiega la consigliera – è stato recentemente approvato un intervento di bonifica ambientale riguardante un’area industriale dismessa di circa 8mila metri quadrati, per una spesa di 210mila euro, a seguito dell’accertamento di contaminazioni delle acque sotterranee da cloruro di vinile, tetracloroetilene e manganese; contaminazione che, però, sarebbe riconducibile a pregresse attività industriali, sviluppate nell’area da diversi decenni”. Rimarca la capogruppo: “Qualora fosse confermata la natura storica della contaminazione, risulta necessario comprendere quando siano stati rilevati i primi superamenti delle concentrazioni soglia e quali attività di monitoraggio e controllo siano state fatte nel corso degli anni dagli enti competenti. Il ritardo dell’approvazione dell’analisi di rischio (del settembre 2025) costituisce un elemento che merita particolare approfondimento sotto il profilo amministrativo e procedimentale”. E conclude: “Serve fornire ai cittadini garanzie sui rischi per eventuali pozzi privati, agricoli o a uso produttivo presenti nell’area”.
Evangelisti vuole, quindi, sapere dall’esecutivo regionale “quando sia venuto a conoscenza di queste contaminazioni, quando siano stati effettuati i primi campionamenti e quali siano le ragioni dei ritardi dell’approvazione dell’analisi di rischio”. Chiede anche “quali attività di monitoraggio della falda siano state programmate negli ultimi dieci anni e se siano state fatte verifiche finalizzate ad accertare l’eventuale diffusione della contaminazione oltre il perimetro del sito oggetto di intervento e con quali risultati”.
(Cristian Casali)
Ultimo aggiornamento: 02-09-2026, 15:26
