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Dopo la chiusura delle indagini preliminari sulle alluvioni che hanno colpito il territorio ravennate nel 2023 e nel 2024, Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia), con un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale, lancia l’allarme sulla gestione idrogeologica del territorio emiliano-romagnolo.
“L’attività investigativa in questione – spiega la consigliera – mette in luce un quadro di gravissime ipotesi di reato nonché di disastro colposo e delitti colposi di danno, evidenziando il fallimento della catena di comando e di controllo che fa capo direttamente ai vertici politici della Regione Emilia-Romagna. Secondo quanto dettagliatamente ricostruito dai magistrati inquirenti, anche sulla scorta delle relazioni tecniche e delle approfondite perizie redatte da docenti ed esperti, vi sarebbe stata una gestione e una programmazione del tutto fallimentare da parte dell’amministrazione regionale”. Rimarca l’esponente di destra: “Sotto il profilo dell'indirizzo politico e di bilancio, risulterebbero clamorosamente non spesi oltre 15 milioni di euro di fondi statali che erano già stanziati e blindati, espressamente indirizzati alla realizzazione di opere strutturali di mitigazione del rischio, all’adeguamento dei corsi d’acqua e alla riduzione del pericolo di esondazione a tutela delle comunità locali. Fra le opere rimaste parzialmente incompiute spiccano le casse di espansione del fiume Senio”. Prosegue: “La Procura contesta, altresì, una condotta di estrema gravità sotto il profilo urbanistico in capo al Comune di Faenza, che avrebbe permesso la cementificazione e la costruzione di nuovi comparti edilizi e industriali in zone a rischio idraulico”. E conclude: “Le relazioni peritali mettono nero su bianco che gli interventi di somma urgenza eseguiti subito dopo la prima catastrofica alluvione del maggio 2023, costati alla collettività la cifra di circa 19 milioni di euro, sono stati giudicati dai tecnici come inadeguati”.
Evangelisti sollecita, quindi, chiarimenti all’esecutivo regionale sulla mancata spesa dei 15 milioni di fondi statali diretti alla difesa dei territori, a partire dai lavori collegati alle casse di espansione del fiume Senio. Richiede, poi, spiegazioni sulla gestione urbanistica del Comune di Faenza, anche sui controlli che – sottolinea la stessa consigliera – sarebbero dovuti arrivare dalla Regione Emilia-Romagna. Inoltre, vuole sapere come la giunta de Pascale giustifichi lo stanziamento di 19 milioni di euro in interventi di somma urgenza rivelatisi, a detta della Procura, del tutto inadeguati. Infine, chiede cosa si intenda fare, con urgenza, per mettere definitivamente in sicurezza gli abitati di Traversara, Bagnacavallo e delle altre aree colpite dalle alluvioni.
(Cristian Casali)
Ultimo aggiornamento: 03-07-2026, 16:17
