Statuto

È la principale fonte normativa delle Regioni: in armonia con la Costituzione, ne definisce la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo Statuto regola anche altri aspetti, come l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum e la pubblicazione di leggi e regolamenti regionali.

Ad approvarlo e modificarlo è l'Assemblea legislativa con una legge adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti e con due deliberazioni successive a intervallo non inferiore ai due mesi.

L'attuale Statuto dell'Emilia-Romagna, il terzo dalla nascita della Regione, è stato approvato nel 2005 con importanti novità, in particolare per quel che riguarda la distribuzione delle competenze tra Stato e Regioni e la partecipazione di queste alle politiche europee.

Rispetto allo Statuto del 1990, il secondo in ordine di tempo dalla nascita della Regione, i cambiamenti più rilevanti riguardano l'elezione diretta del presidente della Regione e il rapporto tra Giunta e Assemblea, con un riequilibrio di poteri a favore di quest'ultima di cui vengono meglio evidenziate anche le funzioni di controllo, indirizzo e programmazione.

Un'altra importante novità riguarda l'introduzione di nuovi organi istituzionali, tra questi la Consulta di garanzia statutaria  e il Consiglio delle autonomie locali (Cal).

Dal 2005 ad oggi, lo Statuto è stato modificato altre due volte, rispettivamente nel 2009 e nel 2013. La prima revisione ha confermato in 50 il numero dei consiglieri regionali (che la norma precedente prevedeva di aumentare a 65+2 a partire dal 2010), con la seconda il numero degli assessori è stato portato da 12 a 10.

(ultimo aggiornamento 08/04/2019)

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Consulta lo Statuto

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