Carcere di Castelfranco Emilia, tra criticità e miglioramenti

19.09.2016

Carcere di Castelfranco Emilia, tra criticità e miglioramenti

Casa di reclusione Castelfranco Emilia

Da una parte arrivano segnali positivi come il numero delle presenze in istituto e l’assunzione con regolare contratto di lavoro di 9 internati. Dall’altra però rimangono criticità come la situazione di irregolarità di alcuni stranieri e la difficile presa in carico degli internati tossicodipendenti.

L’Ufficio dei detenuti dell’Emilia-Romagna si è recato giovedì scorso in visita alla Casa di reclusione di Castelfranco Emilia per una serie di colloqui con i detenuti e per confrontarsi con la referente dell’area educativa. Per quanto riguarda i rapporti con la Magistratura di sorveglianza, si registra positivamente che dall’1 agosto è tornato in servizio il magistrato che ha la titolarità della funzione. Inoltre in questi mesi, sono stati anche assunti nove detenuti, con regolare contratto di lavoro, dalla cooperativa sociale che gestisce l’azienda agricola e le serre.

Tra le preoccupazioni, un piccolo nucleo di internati stranieri irregolari che non vengono riconosciuti dal Paese di provenienza, nei confronti dei quali quindi non si può procedere all’espulsione dallo Stato, anche se richiesta espressamente da loro stessi. Inoltre, spiega la Garante, “potrebbero essere oggetto di persecuzione in ragione delle attuali condizioni politiche del Paese”.

Altra criticità riscontata è la sempre più difficile presa in carico da parte dei Servizi territoriali per chi soffre di tossicodipendenza. Come chiarisce Bruno, “questa situazione nasce a fronte di un progressivo taglio di fondi per finanziare programmi di recupero residenziali per quei soggetti che hanno alle spalle svariate esperienze di progetti fallimentari anche per la mancanza dell’adeguata collaborazione degli stessi”.

JF

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