I temi trattati

L’attività della garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza è riconducibile a tre macroaree:
Il territorio

Il livello di rispetto e garanzia dei diritti dei minori non è sempre uguale: è possibile trovare zone del territorio in cui sono più frequenti condizioni di fragilità o carenze, che rendono più deboli i diritti alla crescita serena dei bambini e degli adolescenti.

Il cammino per la piena attuazione dei diritti dei minori, compreso quello di essere protetti da ogni forma di prevaricazione e di violenza, non è semplice e lineare; è il risultato di investimenti mirati, di impegni e di assunzioni di responsabilità da parte di varie realtà: i cittadini, le organizzazioni sociali e istituzionali. E’ necessario usare in modo oculato ed equo le risorse disponibili. E' inoltre importante sostenere la costruzione di reti territoriali, finalizzate all’osservazione e al monitoraggio dello stato di attuazione dei diritti delle persone di minore età e al rafforzamento della cultura in tema di diritti e di legalità.

Saperi professionali

L’interesse delle persone di minore età coincide con il loro benessere e istituzioni e organizzazioni che si occupano di bambine/i e adolescenti hanno il dovere di assicurare loro protezione e cura del benessere. Va da sé che la formazione dei professionisti, i loro saperi ed il loro saper essere e saper fare ha un ruolo fondamentale.

Come viene interpretato e declinato l'interesse superiore del minore? In particolare, come viene tradotto in programmi e attività dai vari servizi sociali, educativi e sanitari...?

E' sulla risposta a questa domanda che la Garante intende lavorare in collaborazione con scuole superiori, università, corsi post-laurea e ordini professionali. Dall’analisi dei diversi piani formativi emergono infatti assenze e carenze non solo nell’ambito giuridico (diritto minorile), ma anche nelle scienze sociali, pedagogiche, psicologiche ed educative. In particolare occorre tenere ben presente le caratteristiche delle fasi evolutive e, nello specifico, i periodi dello sviluppo (nascita /prime relazioni madre/figlio/padre ed adolescenza) durante i quali va salvaguardata in particolar modo la qualità dei rapporti personali e sociali per prevenire psicopatologie che compiono il loro percorso strutturante proprio in queste età. L’attenzione va inoltre indirizzata ai percorsi di formazione continua alle professionalità che operano nella scuola, nella giustizia, nei servizi sociali, sanitari.

Altrettanto importante è la promozione di competenze specifiche all’ascolto delle persone di minore età e ad esplorare i loro molteplici contributi, sia per le azioni da compiere che per le decisioni da assumere nei diversi contesti di vita.

Contesti educanti e relazioni di cura

Caratterizzano il nostro sistema modelli e pratiche di interventi sociali, assistenziali, educativi, di cura diversificati sia a livello organizzativo che di cultura. Appare necessaria una riflessione orientata al confronto e, là dove utile ed opportuno, alla riduzione delle differenze fra le diverse culture della protezione di bambine/i e degli adolescenti e delle disomogeneità fra le pratiche di lavoro. Come già evidenziato nel punto relativo ai saperi professionali, serve implementare conoscenze e operatività appropriate rispetto ai: sistemi organizzativi, criteri valutativi e fasi evolutive. Ciò orienta a prendere in considerazione innanzitutto il tema della formazione dei professionisti, delle loro competenze personali e professionali, della loro capacità di interagire e di integrarsi con altri modelli di pensiero e di pratiche operative, nella prospettiva dei complessi sistemi sociali, educativi e di cura.

I contesti sociali, educativi e di cura devono essere in grado di intercettare, valutare i bisogni delle persone di minore età, in particolare di coloro che hanno vissuto esperienze sfavorevoli; devono altresì essere in grado di predisporre risposte efficaci: sociali, educative, cliniche e terapeutiche.

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