Primo Rapporto annuale dell’Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali

L'Agenzia traccia un quadro preoccupante sulla situazione dei diritti in Europa

Morten direttoreIl 24 giugno l´ Agenzia per i Diritti Fondamentali dell´ Unione Europea ha presentato il suo primo rapporto annuale davanti alla Commissione per le libertà civili (LIBE) del Parlamento Europeo. Nata lo scorso anno a Vienna, come evoluzione e potenziamento dell´ Osservatorio europeo su razzismo e xenofobia, l´ Agenzia Europea ha delineato un quadro per niente confortante sulla situazione dei diritti umani in Europa.

Dati e fattori preoccupanti - Nel documento conclusivo, realizzato sulla base dei dati raccolti nell’anno 2007 dalla rete europea su razzismo e xenofobia REXEN, emergono infatti fattori di preoccupazione e di insoddisfazione. A cominciare dal tendenziale aumento dei fenomeni di razzismo e di discriminazione in tutta Europa testimoniato dall’incremento dei crimini a sfondo razziale registrato preso tutte le autorità giudiziarie europee. Ma non si tratta “solo” di violenza. Il rapporto evidenzia che le discriminazioni per l’accesso a casa, scuola e sanità continuano a rendere difficile la vita soprattutto alle minoranze rom e sinte e ai gruppi più deboli come gli immigrati o i richiedenti asilo.
Inoltre viene riscontrato il fatto che in molti paesi dell’Unione europea il potenziale della legislazione contro il razzismo rimane ancora largamente inutilizzato. Persiste un’evidente difficoltà nell’attività di raccolta dati relativi a tali fenomeni, dovuta ad una serie di ragioni tra cui le differenze culturali, il diverso ammontare di risorse messo a disposizione dei vari Stati membri dell’Ue, ma anche una generale mancanza di volontà politica. In tal senso la riluttanza mostrata dagli organismi politici nazionali, come si precisa nel documento, risulta essere associata sia ad una percezione del tutto inadeguata riguardo all’importanza da accordare a tali problemi sia ad un timore preconcetto legato alla paura di sfigurare dinanzi agli altri partner continentali.

La situazione negli Stati membri - Sono solo 11, infatti, i paesi che forniscono dati esaustivi che permettono di elaborare dei trend affidabili in materia. L’Italia purtroppo non figura tra questi ed addirittura pesa come aggravante il fatto di essere anche fra quei 14 paesi che finora non hanno pienamente trasposto la direttiva 2000/43/CE sulla discriminazione basata sull’origine etnica e sulla razza. Nonostante il giudizio positivo espresso sul funzionamento dell’organismo nazionale preposto alla lotta alle discriminazioni (UNAR), al nostro paese vengono imputate responsabilità relative alla mancata attuazione dell’obbligatorietà nella condivisione dell’onere della prova, l’ insufficiente protezione dei discriminati ed un’incorretta definizione del concetto di molestia razziale.
In tutti gli altri casi riguardanti gli altri Paesi membri dell’UE, nel rapporto si evince che l’incompleta trasposizione della direttiva summenzionata e questo soprattutto a causa della mancanza di un organismo predisposto alla lotta alle discriminazioni, denominato più precisamente a livello giuridico “equality body”.
Il rischio che si corre è quello di non riuscire a far sì che l’uguaglianza dei diritti e la protezione dal razzismo e dalla discriminazione siano garantite nella pratica e non rimangano invece lettera morta. Secondo le maggiori ONG, intervenute durante la presentazione del rapporto, la situazione è già grave visto che lo stesso rapporto non tiene conto di una valutazione dell’impatto della retorica dei politici e non contiene neanche un’ analisi sulle sanzioni nei confronti di chi non applica la direttiva. A loro avviso è proprio l’inadeguatezza degli strumenti messi a disposizione dell’Agenzia europea dei Diritti Fondamentali che non consente alla stessa di monitorare efficacemente e di difendere concretamente l’applicazione di tutti i diritti e le libertà previste nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Speranze per il futuro - Il neo-direttore dell’Agenzia Morten Kjaerum, nominato alla guida dell’organismo tre settimane fa, ammette la fondatezza di tali assunti, ma chiede ulteriore tempo convinto del fatto che, nel giro di pochi anni, “l’Agenzia diventerà un attore rilevante nella tutela dei diritti umani in Europa rappresentando un valore aggiunto alla protezione di questi diritti”. A conforto di tale assunto, interviene la firma, il 18 giugno scorso, di un protocollo d’intesa tra l’Agenzia ed il Consiglio d’Europa, altro principale organismo di tutela dei diritti umani. Tale atto è visto come il segnale di un’accresciuta importanza attribuita all’Agenzia alla quale presto saranno associati strumenti più concreti d’intervento e di controllo in materia.

Carlo Diana - giugno 2008

Il sito dell´Agenzia Europea dei Diritti Fondamentali

Fonte: Redattore Sociale

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