Contro la tratta: strategie nuove per un male antico. Le iniziative dell’UE

Cos'è la tratta e cosa fa la Commissione europea per combatterla

immagine simbolica trattaNel “Nuovo Mondo” le polarità di sviluppo tra le varie aree del pianeta (Nord-Sud, centro-periferie) hanno riportato d’attualità un fenomeno che fino a pochi anni fa credevamo legato a una storia passata, non ancora segnata dall’avvento della civiltà, o presente solo nei libri d’avventura e di fantasia: stiamo parlando della tratta di esseri umani. Della schiavitù che ancora esiste seppure in una versione “moderna”.

Cos´è la tratta - La tratta è strettamente correlata ai fenomeni di migrazione interna, spontanea o coatta, che si verificano in molti paesi in forte sviluppo (l’urbanizzazione drastica di Cina e India, come esempi validi per tutti). La differenza è che si tratta di una pratica schiavistica, molto simile e vicina alla prostituzione, cioè imperniata sull’istinto sub-umano di sfruttare i propri simili.
Persone nate in paesi con situazioni economiche e politiche difficili, per lasciare la loro terra alla ricerca di una vita migliore per sé e i propri familiari, diventano in sostanza schiavi di aguzzini che non esitano a sfruttarli. Lo sfruttamento conosce diversi inferni: dalla vendita del proprio corpo, all’uso illimitato della forza lavoro: è il caso di donne e bambini costretti a prostituirsi, ma anche di uomini che lavorano nei campi fino ai limiti dell’umana sopportazione, o di donne che prestano il loro servizio come domestiche presso le famiglie, e vengono picchiate e umiliate quotidianamente. Persone ridotte come bestie.
Bastano poi le cifre dell’Ilo per capire contorni ed implicazioni del fenomeno: il 50% riguarda minori e l’85% riguarda donne. La tratta a volte è l´unica risposta al grido d´aiuto di chi ha bisogno di andarsene, di attraversare distanze, mari o deserti, (teoricamente) non superabili. Questo traffico di esseri umani ridotti a schiavi e deportati da un paese all’altro alimenta tra l´altro gran parte dell’immigrazione illegale.

Dove colpisce - La tratta è un fenomeno mondiale (l´ONU stima tra le 600 mila e 4 milioni vittime annuali),e l’Europa ne è particolarmente colpita ma, al contrario di quel che si pensa, non solo in riferimento alla sua sponda meridionale. E’ quindi un problema che colpisce anche il confine orientale, dagli altri paesi ex-sovietici rimasti fuori dall’Unione all’area settentrionale e l’enclave russa di Kaliningrad. Infine, riguarda anche quei paesi, come la Germania, che sono al cuore dell’Europa e lontani dai confini esterni, ma che sono spesso la destinazione di questa disperazione e ne sono perciò raggiunti. E’ quindi un problema collettivo, perché non riguarda esclusivamente cittadini extra-comunitari.

Le iniziative dell´UE - Sullo sfondo la necessità, ribadita lo scorso mese da Commissione europea, Consiglio e Stati membri, di regole comuni su visti, permessi, asilo e cittadinanza, per evitare “triangolazioni” e falle nel sistema di sicurezza della UE, specie in riferimento alla libera circolazione consentita da Schengen (il rischio principale è che regole più permissive in un paese permettano per suo tramite la libera circolazione in tutta l’area Schengen). Il fenomeno infatti non può essere eliminato e viceversa, se disciplinato, può essere assorbito dalle nostre economie, dai nostri mercati del lavoro e dalle nostre società.
Quest’anno dopo la seconda giornata europea dedicata alla lotta contro la tratta di persone, il commissario UE per Libertà, sicurezza e giustiziaBarrot, ha inoltre denunciato la mancanza di interventi complessiva nei 27 paesi membri. Nonostante il varo dei piani di sicurezza nazionali, sono pochissimi i casi veramente perseguiti, cosicché rimane un crimine a basso rischio ed alto rendimento economico. Ma è proprio dal trattamento e dalla copertura giuridica che la strategia deve partire: sono infatti le stesse vittime, con le loro testimonianze, il mezzo principale per combattere questo crimine.
Per aumentare la protezione delle vittime di tratta, la Commissione ridefinirà le decisioni quadro europee sul traffico di esseri umani e sullo sfruttamento sessuale di minori per la primavera 2009. Quasi certamente questo includerà i criteri per l’amnistia per alcuni illeciti legati all’immigrazione irregolare. Quindi l’UE rafforzerà la sua collaborazione con l’ILO e l’OSCE.

Stefano Lodi - novembre 2008

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