Conferenza sul futuro dell'UE: le idee dei giovani emiliano-romagnoli

Conferenza sul futuro dell'UE: le idee dei giovani emiliano-romagnoli

L’evento del 30 marzo si inserisce all’interno della Conferenza sul futuro dell’Europa e nell’Anno europeo dei giovani. Organizzato da Europe Direct Emilia-Romagna, Europe Direct Comune di Modena e Europe Direct Romagna, si tratta dell’appuntamento finale di un percorso che è iniziato due mesi fa, quando 45 giovani emiliano-romagnoli si incontrarono per discutere su lavoro, ambiente e istruzione. Da quel primo incontro uscirono una serie di proposte, inserite nella piattaforma CoFE; in seguito, si è deciso di continuare questo percorso per arrivare all’appuntamento odierno dove i ragazzi hanno avuto l’opportunità di presentare le loro proposte e confrontarsi con figure delle istituzioni europee, nazionali e regionali. A tale incontro hanno partecipato infatti gli eurodeputati Alessandra Moretti (S&D), Alessandra Basso (ID); Sabrina Pignedoli (Non iscritti, M5S), Massimiliano Salini (PPE) e il Dott. Carlo Corazza, responsabile del Parlamento europeo in Italia. A rappresentare il governo vi era il Dott. Francesco Tufarelli del Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri; infine, a rappresentare la Regione Emilia-Romagna, era presente la Consigliera Lia Montalti, Segretario dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, con delega alle politiche europee. La pluralità e la diversa provenienza politica e istituzionale dei partecipanti ha permesso un dialogo costruttivo e franco sulle proposte esposte dai giovani partecipanti, ai quali tutti gli invitati hanno riconosciuto l’impegno e la fondatezza delle loro proposte.

Dato che tale evento si inserisce nella cornice della CoFE, la sessione si è aperta con Valentina Balzani, cittadina emiliano-romagnola che ha partecipato al panel due su ‘Democrazia e diritti’ all’interno della Conferenza. Ha spiegato brevemente come è stata selezionata, come si è svolto questo percorso, diviso in tre incontri di cui due in presenza e uno online, e del sottogruppo in cui era stata inserita, con la finalità di arrivare a formulare delle proposte da inserire nella piattaforma. Concludendo, ha rimarcato come vi siano delle esigenze convergenti tra cittadini europei di diverse nazionalità e come ciò fosse chiaro nel corso dei lavori all’interno del panel.

È stata quindi l’ora dei veri protagonisti dell’evento, ovvero i ragazzi che si sono fatti portavoce delle istanze dei propri gruppi di lavoro. Giorgia S., in qualità di portavoce del gruppo 1 a tema lavoro, ovvero un tema sentito molto vicino da studenti e giovani, ha esposto le proposte, divise in tre nuclei: iniquità del mercato del lavoro, nell’accesso ai percorsi di formazione e divario di genere; migliorare il concetto di lavoro di qualità, tramite standard minimi e coordinamento sovranazionale tra enti di lavoro; e condizioni di lavoro, che necessitano di un continuo monitoraggio, attraverso incentivi e disincentivi, lotta alla delocalizzazione europea e al dumping fiscale. Questi ultimi argomenti richiamano il tema di una unione fiscale, che permetterebbe di armonizzare la situazione all’interno dell’UE. Per quanto riguarda il primo nucleo di proposte, i ragazzi affermano che contrastando i monopoli di fatto e tassando le piattaforme digitali, tale gettito può essere usato per migliorare l’accessibilità alla formazione e in tema di occupazione femminile, per dare completezza al pilastro europeo dei diritti sociali. È necessario inoltre standardizzare alcuni aspetti della formazione, come ad esempio il riconoscimento delle qualifiche, per facilitare la mobilità intraeuropea, insieme a una diminuzione dei costi di traduzione dei certificati, iscrizioni ad albi professionali e discrezionalità delle università. Altro tema molto sentito è quello del salario minimo e della retribuzione di tutti i tirocini; vi è la necessità di un’armonizzazione standard nella retribuzione e che questa sia effettiva all’interno degli stessi Paesi, dove anche a livello regionale sono presenti molte differenze. In merito al salario minimo, le On. Basso e Pignedoli hanno avanzato delle preoccupazioni: c’è infatti il rischio che una volta approvato un salario minimo ci sia una fossilizzazione e che diventi uno standard. Si continua quindi a lavorare sulla direttiva europea per il salario minimo senza che essa vada a intaccare i contratti nazionali di lavoro. Infine, le proposte più a lungo termine del gruppo sul tema del lavoro si articolano in una BCE che ponga come obiettivo primario la massima occupazione (come già è il caso della FED americana) e una unione fiscale che protegga lavoratori e tassi profitti per aumentare bilancio comune da usare in politiche di welfare per creare condizioni accessibili.

Si è poi passati al gruppo di lavoro 2, che si è concentrato sul tema dell’ambiente. Tramite la loro giovane portavoce Michelle L., il gruppo ha espresso le proprie idee e proposte su un ambito che è centrale per il futuro del pianeta e nel quale l’Unione europea può diventare protagonista. In primis, si propone di sostenere la salvaguardia e lo sviluppo parchi e aree comuni come metodo di contrasto all’inquinamento e al cambiamento climatico, tramite la creazione e conservazione di parchi e zone protette e la valorizzazione economica degli ecosistemi grazie a un uso responsabile delle risorse. In seguito, l’attenzione si è concentrata sulla necessità di sensibilizzare e creare una vera e propria consapevolezza e cultura della sostenibilità fin dalla tenera età, prospettando un effetto cascata che finirà per coinvolgere tutte le generazioni. Sempre a tal riguardo, si propone una app europea per lo smaltimento dei rifiuti, che migliorerebbe conseguentemente il riciclaggio. Nel corso del dibattito è emersa però la necessità di arrivare prima a un’armonizzazione a livello nazionale e poi europeo dal punto di vista legislativo nello smaltimento dei rifiuti, date le differenze che intercorrono nei Paesi membri, come ha fatto notare l’On. Basso. In tema di energia intelligente, il gruppo vorrebbe una sovranità europea nella produzione e nel consumo, per incentivare comportamenti corretti nazionali e cittadini. In merito a ciò viene citato il progetto Desertec che, come dirà Carlo Corazza, ha un elevato potenziale e sta attraversando diversi studi di fattibilità ma che avrebbe il grande pregio di collegare l’Europa al Nord Africa, oltre a quello di aiutare l’UE nell’approvvigionamento di materie prime, di cui attualmente scarseggia. Si propone poi un sostegno per accesso eguale a prodotti verdi e supply chain più sostenibile e un disincentivo alle attività economiche inquinanti tramite carbon e plastic tax. Necessità di fondo è l’armonizzazione a livello europeo, prima a livello nazionale, per poi giungere nei fori mondiali con una voce unita e forte. Per fare ciò, si intravede la creazione di un network che coordini questa armonizzazione a livello europeo. Non bisogna dimenticarsi dei nuovi migranti climatici, che ancora non ricoprono un ruolo nella giurisprudenza europea, così come la figura dell’ambiente, a cui il gruppo di lavoro vorrebbe venisse data personalità giuridica. In conclusione, rimarcano l’importanza di integrare i cittadini nelle discussioni in tale ambito, tramite gruppi di lavoro e rinforzando lo strumento di Iniziativa dei cittadini europei.

Ultimo tema affrontato dai gruppi di lavoro è stato quello dell’istruzione. Daniele S. si è fatto portavoce delle istanze dei giovani emiliano-romagnoli in merito. La domanda di fondo che il gruppo si è posta è che cosa possa aiutare i giovani cittadini a diventare cittadini europei consapevoli. La risposta, secondo loro, è un’istruzione che sia raccordata e coordinata nei diversi sistemi scolastici. Per fare ciò, si possono accentuare quei tratti comuni tra scuole europee, come ad esempio i criteri di valutazione, per permettere una standardizzazione di questi e dunque una maggiore facilità nelle opportunità di mobilità e scambio delle quali gli studenti della scuola dell’obbligo possono già usufruire. Un’altra proposta va in direzione di un raccordo nel programma scolastico generale, attraverso l’inserimento di programmi di storia europea, che avrebbero l’effetto di aumentare la consapevolezza nei futuri cittadini. Inoltre, un punto cardine è rappresentato da investimenti in cooperazione linguistica tra istituti scolastici, per permettere una maggiore interazione tra studenti di Paesi diversi. Si sente forte la necessità di diminuire la distanza tra il mondo del lavoro e la scuola, promuovendo incontri che favoriscano la partecipazione giovanile di massa a carattere europeo, fornendo competenze pratiche effettive e competenze trasversali a livello di istruzione superiore per fornire maggiori opportunità agli studenti. I ragazzi esprimono anche la loro voglia di corsi che insegnino ai giovani europei la vita di tutti i giorni, che cosa significa essere un cittadino; in tal senso, chiedono un rafforzamento nei programmi di educazione civica, trovando un accordo tra Paesi membri per educare alla cittadinanza, ripensandolo quindi in ottica europea. Questo punto è stato particolarmente apprezzato dagli altri partecipanti al dibattito, i quali hanno unanimemente sottolineato l’importanza che i ragazzi conoscano il funzionamento delle varie istituzioni nazionali e europee e come il bisogno di educazione civica sia sentito dai nostri giovani. Per concludere le proposte del gruppo, Daniele ha citato come durante la pandemia siano aumentati gli abbandoni agli studi, che andrebbero quindi agevolati dando a tutti le stesse opportunità tramite borse di studio per merito e rivedendo i margini di reddito per l’assegnazione delle stesse.

Si è arrivati quindi all’occasione di dialogo tra i portavoce dei gruppi di lavoro e i rappresentanti istituzionali. L’On. Alessandra Moretti ha sottolineato come quando si parla di giovani e lavoro, donne, salario, ambiente e istruzione si richiamano quei valori fondanti dell’Europa che ci contraddistinguono da modelli autarchici e dittatoriali. Ha voluto citare il lavoro che si sta facendo a livello europeo per abbattere il gender gap, come Women on Board o il gender mainstreaming adottato dalla Commissione Von Der Leyen. Ha voluto infine rimarcare l’importanza di strumenti che mettano in contatto i giovani e le istituzioni europee. A ciò fa eco l’On. Alessandra Basso, la quale si è felicitata che vi siano dei giovani che si interessano alla politica e che vogliano capire come funzionano le istituzioni europee. È importante, per essere cittadini europei, conoscerne il funzionamento e essere capaci di percepirne le luci e le ombre. Rispetto all’argomento del divario di genere, ha voluto aggiungere che questo si vede anche nella scelta delle facoltà, per cui raramente le donne scelgono percorsi di studi tecnologici, nonostante la digitalizzazione giocherà un ruolo importante nel futuro mercato del lavoro e la legislatura europea e nazionale vada verso questo indirizzo. Serve perciò una maggiore informazione sul futuro mondo del lavoro, per permettere di compiere scelte adeguate. Sempre legandosi alla questione del digitale e degli impatti che esso ha sull’ambiente, ad esempio per la questione delle terre rare, bisogna cercare di trovare un punto di compromesso tra la digitalizzazione che si sta portando avanti e la tutela ambientale del green deal. In merito alle proposte di carbon e plastic tax, dice che esse devono essere attuate gradualmente per evitare di pesare troppo rapidamente sulle aziende. Rispondendo alla proposta legata al Life Cycle Assessment (LCA) dei prodotti, ha citato il diritto alla riparazione dell’UE, che va nella direzione auspicata dai ragazzi. Il Dott. Francesco Tufarelli ha voluto rimarcare che le scelte che vengono fatte a livello europeo sono frutto di scelte condivise a livello di Stati membri e che spesso in merito vi è un’informazione non propriamente corretta. Ha poi sottolineato come nelle proposte avanzate escano le linee essenziali e fondamentali del NextGenerationEU e della programmazione 21-27. In particolare, nella mission del NextGenerationEU vi è la questione del salario e di genere, che ora sono allo studio dei vari Paesi, nonché le questioni legate all’istruzione, la quale però necessiterebbe a suo dire di una riforma a livello nazionale. Per quel che riguarda le questioni ambientali, esse sono sia contenute nel Green Deal, nel pacchetto ‘Fit for 55’ e nel PNRR nazionale. In quest’ultimo in particolare ecosistemi e parchi verdi, ossia il punto sollevato dal gruppo di lavoro 2, sono declinati in una serie di progetti riguardanti isole verdi e green community. Parla di rivoluzione copernicana nella visione delle aree disagiate, valorizzando le loro caratteristiche proprie e dando valore aggiunto alle aree metropolitane, creando quindi un rapporto sussidiario tra queste. Al discorso delle aree disagiate si ricollega l’On. Sabrina Pignedoli, che proviene da una di queste. Secondo lei, la valorizzazione di queste si può ben legare alle proposte avanzate sull’istruzione e il lavoro, creando una rete scolastica incentrata sulle nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale che permetta a queste aree di avere una nuova vita ed evitarne lo spopolamento. Ciò si può tramite i fondi del FSE e del NextGenerationEU. Continuando nel suo intervento, ha voluto porre l’attenzione su come il problema dell’occupazione femminile si leghi strettamente alla questione della maternità e del congedo parentale, che non è paritario tra uomo e donna. Infine, concentrandosi sull’istruzione, è d’accordo sul fatto che essa debba formare con la finalità di trovare un impiego, e in tal senso ci si potrebbe concentrare appunto sulla digitalizzazione, le nuove tecnologie e le lingue, ma senza scordarsi che deve essere una formazione culturale che porti a una crescita culturale e che faccia adattare alle nuove realtà, poiché il proprio bagaglio culturale è la prima pietra su cui basare futuro. Il responsabile del PE in Italia Carlo Corazza ha voluto aprire il suo intervento dicendo come i ragazzi siano stati capaci di cogliere lo spirito con il quale il Parlamento europeo aveva aperto la CoFE, ossia quello con cui una democrazia liberare deve evolversi. Ha aggiunto poi che non si è lontani dall’obiettivo proposto che la BCE si ponga come mission la massima occupazione, e che la Banca centrale europea si è molto mossa durante la pandemia. Concorda con l’idea di unione fiscale e bilancio federale, il quale renderebbe permanente NextGenerationEU e permettere di potenziare le risorse proprie. Parlando di ambiente, ha detto di come la Banca europea degli investimenti sia la prima banca a emettere green bonds e che NextGenerationEU contenga un vincolo del 37% di spesa ambientale. Infine, in ambito di istruzione e di educazione civica, nota come cii vorrebbe un’azione più robusta nazionale e un maggior coordinamento a livello europeo. Ultimo esponente europeo è l’On. Massimiliano Salini, che si chiede cosa tenga insieme i filoni di cui si è parlato e come questa domanda sia ancora più drammatica vedendo ciò che accade alle porte dell’Europa. Parlare di Europa vuol dire parlare di una sfida umana culturale enorme, che si è articolata su dei pilastri che quando vengono a mancare provocano catastrofi come quella che sta accadendo ora in Ucraina. È vero che vi sono sacche di iniquità importanti, ciononostante è il continente che più investe in politiche di welfare nel mondo, politiche che sono di altissimo livello ma perfettibili. Attraverso la cultura della realtà e un pragmatismo europeo si bilanciano esigenze di carattere ambientale e sociale, dove non prevalgono istanze di carattere ideologico bensì l’idea della persona, bilanciando esigenze ambientali e sociali, puntando su tecnologie all’avanguardia, come ad esempio nella produzione plastiche in Emilia-Romagna. Ciò si vede anche nella mobilità, la quale si andrà a configurare in nuove modalità, poiché molto impattante in ambito ecologico; non verrà ridotta ma resa più sostenibile.

A tirare le fila dell’evento ci ha pensato la Consigliera regionale Lia Montalti. Ha voluto notare come le presentazioni fatte fossero ricche di spunti e la qualità e l’impegno degli europarlamentari che rappresentano l’Italia a Bruxelles e come questa nuova generazione politica abbia voglia di rendere stretto il legame tra territorio e politica. In tal senso va l’azione dell’Assemblea legislativa e della Regione Emilia-Romagna, che vede in ciò una possibilità per far sì che i cittadini carpiscano le opportunità europee, che si esprimono ad esempio sotto forma di fondi europei. Nella Regione Emilia-Romagna, infatti, i fondi europei sono spesso utilizzati negli ambiti che le proposte dei gruppi di lavoro hanno avanzato. Al centro dell’impegno delle istituzioni regionali ed europee vi è un sempre maggiore protagonismo dei cittadini. La Regione Emilia-Romagna si impegna per un’attiva cittadinanza europea tramite vari programmi come ad esempio i ‘Viaggi per l’Europa’ o il lancio della piattaforma ‘Democracy’ che avverrà a breve e permetterà di  visionare politiche europee su cui le regioni sono chiamate a dare un contributo e permettere ai cittadini di portare la voce anche nelle politiche in divenire, come nel caso del European Data Act. È importante capire e toccare con mano quanto sia fondamentale l’impegno collettivo per pace democrazia e diritti.

Dall'incontro si è potuto quindi trarre spunti di riflessione interessante per i ragazzi e i politici coinvolti; i primi hanno potuto notare come la politica sia vicina e voglia ascoltare le istanze dei cittadini, mentre i secondi hanno potuto apprezzare e ascoltare proposte che dimostrano che l'interesse per la cosa pubblica non è scemato nei giovani, i quali hanno voglia di essere cittadini europei responsabili e funzionali per la società. Questa occasione di dialogo rientra a pieno negli obiettivi della Conferenza sul futuro dell'Europa e non sarà certamente l'ultima occasione di confronto tra cittadini e esponenti delle istituzioni. 

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