Vertice Sociale di Porto. Sottoscritta da tutti i Membri una Dichiarazione finale congiunta

Nelle giornate di venerdì 7 e sabato 8 maggio si è svolto il Vertice Sociale di Porto, organizzato dalla presidenza portoghese del Consiglio UE. Un Consiglio europeo informale dove le maggiori cariche UE e i 27 leader dei Paesi Membri hanno discusso, coinvolgendo anche stakeholder e rappresentanti della società civile, misure concrete per il rafforzamento di un’Europa sociale in cui consolidare una crescita sostenibile e digitale che sia al contempo equa e inclusiva. 

La conferenza del 7 maggio

Il Vertice ha avuto come priorità quella di un rafforzamento dei meccanismi di tutela e sviluppo dei diritti dei cittadini europei, attraverso un maggiore coordinamento tra gli Stati Membri e le istituzioni dell’UE. Questo lavoro si colloca nel più ampio quadro di implementazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, che prevede il raggiungimento di tre obiettivi principali entro il 2030:

  • un tasso di occupazione di almeno il 78% nell'Unione europea;
  • una partecipazione di almeno il 60% degli adulti a corsi di formazione ogni anno;
  • la riduzione del numero di persone a rischio di esclusione sociale o povertà di almeno 15 milioni, di cui 5 milioni di bambini.

Durante la prima sessione del 7 maggio, si è discusso in particolare di come accelerare l’agenda sociale europea e inserirla nei piani di transizione verde e digitale, in modo da non lasciare nessun cittadino indietro. I tre temi principali dell’incontro sono stati:

  • lavoro e occupazione
  • competenze e innovazione
  • stato sociale e protezione sociale

Nel trattare questi argomenti i leader non hanno potuto trascurare gli aspetti della lotta al Covid-19 e della ripresa dalla pandemia, del certificato verde e della solidarietà internazionale, sia tra gli Stati Membri che nei confronti di Paesi terzi.

Ciò che è emerso dall’incontro è il traguardo di anni di contrattazioni e discussioni: dichiarazione finale congiunta di 13 punti che impegna tutti gli Stati a un lavoro di coordinamento per implementare il Piano di attuazione del Pilastro Europeo dei diritti sociali. I Capi di Stato hanno infatti sottoscritto di voler lavorare, in risposta alla pandemia e nel quadro della ripresa dalla crisi ad essa dovuta, per costruire una Europa sociale, che tenga conto dei mutamenti dello stile di vita, del mercato del lavoro, del consumo e delle transizioni verde e digitale. Al punto quattro della Dichiarazione si legge infatti: “Una ripresa collettiva, inclusiva, tempestiva e coesa fortificherà la competitività, la resilienza, la dimensione sociale e il ruolo dell'Europa sulla scena mondiale”.

Una dichiarazione che, seppur ancora generica nei contenuti, resta un forte segnale di volontà di rafforzamento della cooperazione in materia di welfare e sociale, competenze fin’ora ritenute prerogative esclusive dei singoli ordinamenti statali.

Riunione dei leader UE-India. 8 maggio

L’8 maggio, alla fine del meeting informale, si è tenuta inoltre la riunione dei leader UE-India, che ha visto la partecipazione dei 27 leader UE, della Presidente Von Der Leyen, del Presidente Michel e dell'Alto Rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell , al tavolo con il primo ministro indiano Shri Narendra Modi, collegato da remoto.

Le due potenze hanno ribadito la propria convinzione di sviluppare la partnership che le lega e che rende la cooperazione possibile in nome dei valori di democrazia, libertà e rispetto dello stato di diritto. Attraverso una dichiarazione congiunta globale, India e UE si sono impegnati a riprendere i negoziati per un accordo di libero scambio equilibrato, ambizioso e reciprocamente vantaggioso, trovare soluzioni rapide ai problemi di accesso al mercato e avviare negoziati per un accordo autonomo sulla protezione degli investimenti.

I leader dell’UE hanno inoltre dichiarato totale supporto e solidarietà allo Stato indiano, colpito nelle ultime settimane da un’ondata pandemica che sta registrando livelli record di contagi e di decessi. Già prima della riunione gli Stati membri dell'UE avevano mobilitato attrezzature di emergenza – ossigeno, ventilatori e medicinali – per un valore superiore a 100 milioni di euro destinate a coadiuvare la risposta dell'India alla COVID-19.

L'UE e l'India sostengono un accesso universale, sicuro, equo e a prezzi abbordabili ai vaccini, alla diagnosi e al trattamento della COVID-19 ma, riguardo alle modalità di raggiungimento di tale obiettivo, non si è raggiunto un punto d’incontro. La frattura tra i leader dei Paesi membri è emersa riguardo alle posizioni di sospensione dei brevetti per i vaccini, da sempre portate avanti dallo Stato indiano e recentemente supportate dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Le posizioni contrarie affermano infatti che in nessun caso è stato dimostrato che la logica dei brevetti sia mai stata la causa delle lentezze della campagna vaccinale.

A parte questa divisione, che verrà elaborata e discussa nelle apposite sedi internazionali, UE e India hanno convenuto riguardo il rafforzamento e l’implementazione della collaborazione in tema di:

  • Protezione del pianeta dai cambiamenti climatici, nel rispetto degli Accordi di Parigi e con l’obiettivo di una transizione verde;
  • Avvio di un partenariato per la connettività trasparente e inclusiva nei settori del digitale, dei trasporti, dell’energia e dei contatti interpersonali;
  • Stretta cooperazione sulla trasformazione digitale globale, con la creazione di una task force congiunta sull’intelligenza artificiale;
  • fermo impegno a favore di tutti i diritti umani, della parità di genere e dell'emancipazione femminile;
  • cooperazione UE-India in materia di sicurezza internazionale, anche per quanto riguarda la non proliferazione e il disarmo, la lotta al terrorismo e alla radicalizzazione e all'estremismo violento;
  • impegno per la promozione di una riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, affinché questo sia più trasparente, equo e rappresentativo.

 

 

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